La Ricerca

Una ricerca accademica alla base della progettazione e del perfezionamento di @UnrealGoethe e del suo Metaverso Parallelo: un futuristico museo impossibile e insieme, un paradiso di bit in cui si attua una sorta di mind uploading dei Grandi del passato.

Digital humanist e co-founder della startup Spun, Luana Tortora è un’ anima curiosa che, con la stessa intensità, danza tra le pagine di Levi, Asimov, Virgilio, Floridi, tra le visioni di Marshall McLuhan e le prospettive di Baricco, tra le righe di Wired e i riflessi di nuove forme di arte e di narrazione interattiva. Laureatasi con lode e menzione accademica in Filologia Moderna – Umanistica digitale per le imprese culturali e per la ricerca, nel 2021 dà il via ad un viaggio entusiasmante in direzione di un futuro da scrivere tra i paradigmi del passato e i bit del presente, l’Italienische Reise 4.0.

Il progetto nasce proprio da un lavoro di ricerca confluito poi nella sua tesi di laurea dal titolo In un Metaverso parallelo: Il Grand Tour di Goethe nell’era degli influencer.  Il prototipo dell’influencer virtuale @UnrealGoethe è stato creato in collaborazione con il Centro ICT per i Beni Culturali dell’Università di Salerno, insieme a un’esperienza immersiva ed interattiva basata sulle pagine del diario goethiano che ripercorrono il tragitto Napoli – Paestum.

Umanistica Digitale per le Imprese Culturali e per la Ricerca

filologia moderna

Attraverso l’analisi delle possibili applicazioni delle ICT al Cultural Heritage, l’obiettivo della tesi è stato quello di dimostrare che valori e contenuti culturali trasmessi attraverso strategie di comunicazione basate sul visual storytelling digitale hanno una capacità superiore rispetto ad una narrazione prettamente testuale, di coinvolgere ed avvicinare alla cultura i fruitori contemporanei: un’audience eterogenea sospesa in una condizione esistenziale definita onlife, diretta conseguenza dell’ iper informatizzazione della realtà quotidiana in cui si è costantemente connessi alla rete, rendendo così sempre più sfumati i confini tra vita on line e offline.

Se, come afferma l’oracolo dell’elettronica M.Mc Luhan, il contenuto di un medium è sempre un altro medium, ciò vuol dire che ogni mezzo di comunicazione è in grado di esprimere contenuti rimediati al fine di adattarli ad esso. L’ecosistema Internet, la rete delle reti, è oggi il medium più pervasivo in cui l’azzeramento delle tradizionali barriere spazio temporali, e l’avvento del WeB 2.0 in cui gli utenti si configurano come prosumer, ovvero consumatori e produttori di contenuti, ha portato alla creazione di un enorme villaggio globale in cui il modello di comunicazione da one to many è diventato del tipo many to many.

Partendo da queste riflessioni teoriche, è stata quindi proposta una rimediazione digitale dell’ Italienische Reise di J. W.von Goethe, ovvero il resoconto in forma diaristica del suo viaggio in Italia che si inserisce nel contesto del Gran Tour.​

Negli ultimi decenni del ‘700 Goethe è tra quei pochi intellettuali che hanno l’ardire di spingersi oltre Napoli,

città che da ultima tappa del Grand Tour, diventa porta d’accesso alla Magna Grecia e al Mediterraneo.

La volontà di Goethe di condividere per via epistolare lo spettacolo offertogli dal “Giardino d’Europa” con gli amici di Weimar e  di restituire in soggettiva, l’istantaneità dei momenti più significativi dell’esperienza italiana, attraverso descrizioni e disegni speculari gli uni agli altri dei luoghi visitati, fa pensare ad un aspirante augmented man, da intendersi come homo sapiens digitalmente arricchito,  un instagrammer ante litteram che però opera in un contesto storico in cui il tempo non è ancora cristallizzato, lo spazio non ha assunto dimensioni cosmiche e la società tutta non è ancora interconnessa.

Un giro piuttosto lungo che tocca i principali paesi d’interesse artistico-culturale d’Europa e di cui l’Italia è la meta per antonomasia, con le sue bellezze architettoniche, artistiche, i suoi siti archeologici, le sue collezioni antiquarie.

UN unico universo narrativo

La rimediazione digitale della Reise ha così portato alla realizzazione di uno storytelling transmediale che si dispiega lungo due direttrici

Piattaforma Social

Instagram, Tik Tok, Youtube, X e Twitch.
username @unrealgoethe

Realtà Virtuale

Esperienze interattiva in 12K 3D

Virtual Reality

Quella offerta dalla Vr è una esperienza che si può definire presenza, c’è un altissimo di livello di interazione e controllo da parte degli spettatori che sono calati nello spazio e nel tempo della storia, e mentre si dà vita ad un mondo intorno a loro , essi scelgono il modo in cui sentire la storia: l’immersive storytelling crea soggettività, e questo non può che influire positivamente sul piano emotivo e umano.

Lo storytelling immersivo e social proposto, se da un lato è stato funzionale al fine di riprodurre cultura, dall’altro è innegabile che ne abbia prodotta di nuova, in un flusso comunicativo orizzontale che ha reso partecipi gli utenti instillando nelle loro coscienze un senso di appartenenza intorno ad un patrimonio condiviso, la cui fruizione non può che connotarsi come esperienza.

L’ impatto di questo tipo di narrazione online per la valorizzazione del patrimonio culturale si estende alle fasi che precedono e che seguono la visita dei luoghi di interesse culturale, in modo tale da dilatare l’esperienza dell’utente/visitatore, coinvolgendolo prima, dopo e durante con contenuti digitali progettati per favorire l’eduteinement e la socializzazione.

Imprescindibile punto di partenza, è stato quello di attribuire un’identità digitale a Goethe, creandogli un profilo sulla piattaforma social per antonomasia del marketing di influenza, Instagram. Realizzando un piano editoriale fedele alla cronologia della Reise,  la scelta è stata quella di pubblicare immagini e video accompagnati da passi tratti dalle pagine del diario che vanno dal 25 febbraio, giorno in cui arriva a Napoli, al 2 aprile 1787, giorno in cui arriva a Palermo.

In realtà anche il nome Don Goethe, utilizzato per l’iscrizione alla piattaforma, concorre ad anticipare il racconto visual del viaggio dello scrittore nel Bel paese perché italianizza e sostituisce il von anteposto al nome originale.

L’username adottato, @theunrealgoethe, non si limita a suggerire che il profilo appartiene ad un cultural CGI Influencer, acronimo di computer genereted imagery, cioè uno di quegli influeecer virtuali che stanno cominciando a spopolare sui social, ma vuole essere proprio un chiaro rimando al motore grafico Unreal Engine , cioè il nucleo software per ricreare set e personaggi virtuali che consente di renderizzare in tempo reale contenuti in 3d.

Nel XXI secolo insomma, il più grande scrittore di lingua tedesca è stato trasformato in un virtual influencer culturale che propone sulla propria pagina Instagram, secondo lo stile proprio della piattaforma del racconto attraverso immagini accompagnate da didascalie, una rimediazione della sua opera, o meglio di una parte di essa. La scelta, è stata quella di imperniare questo visual storytelling, sul primo soggiorno goethiano nel capoluogo partenopeo e, seguendo pedissequamente l’Italienische Reise, è stato realizzato un piano editoriale fedele alla cronologia del diario.

Nello specifico, anche se a distanza di quasi 3 secoli, l’attività digitale è stata concentrata negli stessi giorni e mesi indicati dallo scrittore nel suo resoconto, postando immagini e video che hanno lo scopo di raccontare, insieme alle stesse parole di Goethe, le pagine che vanno dal 25 febbraio, giorno in cui arriva a Napoli, al 2 aprile 1787, giorno in cui, dopo essersi imbarcato per la Sicilia, giunge a Palermo.
DATA ANALYTICS

Il principale punto di forza di questa modalità di comunicazione e valorizzazione del patrimonio culturale, rimane il costante dialogo che essa intrattiene con le “piattaforme analogiche”, con i media precedenti, nonché la collaborazione tra figure di professionisti che riescono ad amalgamare saperi e conoscenze relativi ad ambiti disciplinari apparentemente inconciliabili.

Arricchito di interessanti particolari, con Instagram, il resoconto del viaggio goethiano diventa un diario digitale multimediale da condividere in tempo reale con la community creatasi.

Senza approfondire troppo l’analisi dei dati statistici, è interessante fare un piccolo riferimento alla panoramica degli Insignts della pagina nel suo complesso, in relazione alla fascia d’età dei follower più rappresentata.

I dati relativi al periodo che va dal 25 marzo al 22 giugno 2022, mostrano che oltre il 40% dei seguaci di @theunrealgoethe, ha tra i 18 e i 24 anni, attestandosi di fatto, come i rappresentanti della fascia d’età che prevale su tutte le altre. Ben rappresentate sono anche le fasce 13-17 con una percentuale di follower del 17,4% e quella compresa tra i 25 e i 34 anni d’età che supera di poco la precedente (18,6%). 

Infatti, il profilo Instagram che è stato creato per Goethe, presentato come un cultural Cgi influencer e, la realizzazione del tour in VR, hanno confermato l’indiscutibile utilità del digitale che, specie nel settore della cultura, è da intendersi necessariamente come strumento da integrare a quelli analogici per un’efficace strategia di comunicazione culturale ma della quale, non può essere di certo il fine.

23 Marzo 1787

Le molteplici alternative nelle modalità di trasmissione di contenuti complessi e strutturati come l’Italiensche Reise, offerte da una piattaforma social come Instagram e, la sua capacità di adattarli ad un pubblico più giovane, hanno trovato perfetto riscontro nell’analisi degli Insignts della pagina creata per il Goethe virtuale, dove la fascia di età che prevale su tutte le altre, è quella compresa tra i 18 e i 24 anni.

Invece, offrendone una panoramica quanto più completa possibile e arricchita di approfondimenti che non fanno parte del racconto goethiano, il tour presentato su una piattaforma di realtà virtuale, ha permesso di integrare il percorso di visita fisico che l’utente/visitatore può ricalcare sulle orme di Goethe attraverso la lettura del suo diario.

L’esperienza in VR, non può e non vuole di certo sostituirsi a quella reale ma, immergendo gli utenti nel flusso narrativo da protagonisti, ha rafforzato il coinvolgimento di un target difficile da raggiungere attraverso il solo utilizzo di media tradizionali, specie in rapporto a contenuti culturali.

Il risultato dunque, è la creazione di un ecosistema digitale che sfrutta a pieno le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, integrando ad esse competenze informatiche e umanistiche insieme a una buona dose di creatività: esso, si configura come strategia di comunicazione e valorizzazione del cultural heritage assolutamente innovativa, capace di offrire agli utenti/visitatori un’immersione e un coinvolgimento totale nella cultura.

Partendo da queste riflessioni teoriche, è stata quindi proposta una rimediazione digitale dell’ Italienische Reise del grande scrittore teedesco Johann Wolfgang von Goethe, ovvero il resoconto in forma diaristica del suo viaggio in Italia che si inserisce nel contesto del Gran Tour, fenomeno paneuropeo che si dispiega lungo un arco cronologico di circa due secoli e mezzo, e che va collocato convenzionalmente tra l’età elisabettiana e la fine del periodo illuministico, rappresenta il viaggio di formazione per eccellenza dei giovani rampolli dell’aristocrazia e della classe dirigente europea.

Un giro piuttosto lungo che tocca i principali paesi d’interesse artistico-culturale d’Europa e di cui l’Italia è la meta per antonomasia, con le sue bellezze architettoniche, artistiche, i suoi siti archeologici, le sue collezioni antiquarie.

Alla luce di quanto emerso nel corso di questo studio, e riflettendo sugli scenari futuri che lasciano presagire un assottigliamento progressivo dei confini che intercorrono tra vita reale e realtà virtuale, fino quasi ad arrivare alla loro totale scomparsa, sembra ragionevole pensare che, per quanto concerne il settore culturale, il Metaverso possa essere l’ambiente in cui raccogliere i frutti migliori del processo di compressione spazio temporale determinato dalla rivoluzione digitale.

Un paradiso di bit in cui far confluire in upload il pensiero di grandi personalità del passato dotandole di un proprio avatar e quindi, di una presenza sia pure solo digitale

Il cultural heritage, appartiene all’umanità, ed il Metaverso così come è stato prospettato dalle big tech, ha tutte le caratteristiche per attestarsi a pieno titolo come veicolo funzionale alla valorizzazione e diffusione della cultura e, soprattutto, per favorire l’accesso a questo patrimonio comune da ogni parte del mondo.

I beni culturali, devono essere collocati e fruiti in uno spazio che possa realmente favorire la ricerca, la formazione e l’innovazione, un luogo dove far cadere tutti gli ostacoli che si frappongono allo sviluppo armonico della personalità dei singoli, alimentandone così il desiderio di conoscenza ed il dovere di salvaguardare le radici della propria civiltà.

Un giorno, dunque, questo spazio potrebbe veramente essere il Metaverso, anzi, il “Metaverso parallelo".

Ospitando l’intero patrimonio culturale in un unico ambiente tridimensionale immersivo, interoperabile e persistente, senza limiti di accessibilità in termini di numero di utenti che possono fruirne nello stesso momento, e in cui le distanze di spazio e di tempo risultano azzerate.

Si può pensare al Metaverso parallelo come a una sorta di museo impossibile, in cui il patrimonio culturale nel suo complesso diventa una mostra immersiva permanente, e nei cui percorsi storico-artistici, letterari, ecc., si aggirano Cgi influencer alla stregua di “don Goethe”, per guidare i passi degli utenti in quella che diverrebbe realmente, una limitless cultural experience.

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