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	<title>Johann Heinrich Wilhelm Tischbein - Personaggi del Grand Tour di Goethe - Unreal Goethe</title>
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	<description>Italienische Reise 4.0</description>
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	<title>Johann Heinrich Wilhelm Tischbein - Personaggi del Grand Tour di Goethe - Unreal Goethe</title>
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		<title>Il lastrico solare di Kniep</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 10:41:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tischbein propone come compagno fisso il giovane paesaggista Kniep.</p>
<p>L'articolo <a href="https://goethe.reise/grandtour/napoli-lastrico-di-kniep/">Il lastrico solare di Kniep</a> proviene da <a href="https://goethe.reise">Unreal Goethe</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Tischbein propone come compagno fisso il giovane paesaggista Kniep. Il giorno dell&#8217;Annunciazione Kniep porta Goethe su un lastrico solare con una delle più belle vedute di Napoli: dalla botola spunta la testa della sua ragazza, come l&#8217;angelo che sale da una scala nelle antiche Annunciazioni. Poi, in riva al mare, un&#8217;illuminazione sulla pianta originaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Napoli, 19 marzo 1787</h2>



<div class="ug-audio" data-lang="it" data-voce="de-1787-03-19-neapel-0143" data-src=""><button type="button" class="ug-audio__play" aria-label="Ascolta la pagina del diario"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25b6.png" alt="▶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ascolta</button><audio class="ug-audio__player" preload="none"></audio></div>



<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni ho stretto una nuova relazione. Durante le ultime quattro settimane il Tischbein mi ha tenuto buona, utile e fedele compagnia fra tante escursioni d&#8217;arte e tante bellezze naturali; non più tardi di ieri siamo stati insieme a Pompei. Con tutto questo, in seguito a scambievoli riflessioni, ci è parso evidente che la sua carriera artistica e gli affari cui egli deve attendere sia a Corte che in città, sempre nella speranza di stabilirsi definitivamente a Napoli, non possono andar d&#8217;accordo coi miei progetti, coi miei desideri, coi miei gusti in generale. Sempre pieno di sollecitudine per me, mi ha quindi proposto per compagno stabile un giovanotto, che avevo visto spesso fin dai primi giorni, e non senza interesse e simpatia. Si chiama Kniep; è vissuto qualche tempo a Roma, e poi è venuto a Napoli, il vero elemento per un pittore di paesaggio. Già a Roma lo avevo sentito vantare come abile disegnatore; non lo stesso avevo sentito dire della sua solerzia. Ma intanto lo conosco abbastanza e mi pare anche che il difetto che gli si rimprovera sia piuttosto una certa irrisolutezza, che saprà vincere certamente se resteremo insieme qualche tempo. Abbiamo incominciato bene e questo conferma le mie speranze; se la cosa continua, saremo per un bel pezzo buoni camerati.</p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary>Testo originale tedesco · Neapel, Montag, den 19. März 1787.</summary><p>In den letzten Tagen hat sich ein neues Verhältnis näher angeknüpft. Nachdem in diesen vier Wochen Tischbein mir sein treues Geleit durch Natur- und Kunstgegenstände förderlich geleistet und wir gestern noch zusammen in Portici gewesen, ergab sich aus wechselseitiger Betrachtung, daß seine Kunstzwecke sowohl als diejenigen Geschäfte, die er, eine künftige Anstellung in Neapel hoffend, in der Stadt und bei Hofe zu betreiben pflichtig ist, mit meinen Absichten, Wünschen und Liebhabereien nicht zu verbinden seien. Er schlug mir daher, immer für mich besorgt, einen jungen Mann vor als beständigen Gesellschafter, den ich seit den ersten Tagen öfter sah, nicht ohne Teilnahme und Neigung. Es ist Kniep, der sich eine Zeitlang in Rom aufgehalten, sodann sich aber nach Neapel, in das eigentlichste Element des Landschafters, begeben hatte. Schon in Rom hörte ich ihn als einen geschickten Zeichner preisen, nur seiner Tätigkeit wollte man nicht gleiches Lob erteilen. Ich habe ihn schon ziemlich kennen gelernt und möchte diesen gerügten Mangel eher Unentschlossenheit nennen, die gewiß zu überwinden ist, wenn wir eine Zeitlang beisammen sind. Ein glücklicher Anfang bestätigt mir diese Hoffnung, und wenn es mir nach geht, sollen wir auf geraume Zeit gute Gesellen bleiben.</p></details>



<h2 class="wp-block-heading">Napoli, 25 marzo 1787</h2>



<div class="ug-audio" data-lang="it" data-voce="de-1787-03-25-neapel-0147" data-src=""><button type="button" class="ug-audio__play" aria-label="Ascolta la pagina del diario"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25b6.png" alt="▶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ascolta</button><audio class="ug-audio__player" preload="none"></audio></div>



<p class="wp-block-paragraph">Benché avessi compreso subito che il Kniep mi avrebbe accompagnato volentieri in Sicilia, tuttavia c&#8217;era qualche cosa, come ebbi occasione di assicurarmi, che egli lasciava a Napoli a malincuore. Data la sua schiettezza, scoprii ben presto che era innamorato, e legato piuttosto intimamente con una bella ragazza. Sarebbe grazioso raccontare come si sono conosciuti; fatto è che, fino allora, sulla condotta della ragazza non c&#8217;era nulla da ridire. Era venuto il momento in cui anche io avrei dovuto vedere questa bellezza; s&#8217;era convenuto che, nella stessa occasione, avrei anche potuto godere uno dei più bei panorami della città. Infatti, egli mi condusse sulla terrazza di una casa, dalla quale si poteva abbracciar con lo sguardo specialmente la parte bassa di Napoli, verso il molo, col golfo e la spiaggia di Sorrento; tutta la parte a destra si presentava in uno sfondo singolarissimo, come forse sarebbe difficile vedere da tutt&#8217;altro punto. Napoli è bella e stupenda da per tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre stavamo ammirando la veduta, dal piano della terrazza spuntò all&#8217;improvviso, ma non inaspettata, una testolina veramente graziosa: infatti, per salire dall&#8217;abitato a quella terrazza, non c&#8217;è che una lunga apertura quadrata, che può esser chiusa con una botola. Come quell&#8217;angioletto apparve del tutto fuori della botola, mi ricordai che alcuni antichi pittori rappresentano l&#8217;Annunciazione a un dipresso così e che anche l&#8217;angiolo appare salendo da una scala. La nostra angioletta aveva realmente una leggiadra figura, un visino incantevole e un portamento simpatico e naturale. Ed io fui molto lieto di vedere il mio recente amico così felice sotto un cielo così stupendo, al cospetto della plaga più bella del mondo. Come la ragazza si fu allontanata, egli mi confessò d&#8217;aver sofferto fino allora volontariamente la povertà, contento dell&#8217;amore di lei e di aver potuto apprezzare la modestia delle sue abitudini; mai come adesso gli sorrideva la prospettiva di giorni meno tristi e di una posizione meno disagiata, che lo mettesse in grado di offrire anche a lei un avvenire migliore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo questa piacevole avventura sono andato a fare una passeggiata in riva al mare. Ero in un momento di calma e di umor lieto; e una buona idea venne anche a rischiarare le mie teorie botaniche. Prego di dire allo Herder che, per quanto concerne la «pianta originaria», sarò presto a buon porto; temo tuttavia che nessuno vorrà riconoscervi il resto del mondo vegetale. La mia famosa teoria dei cotiledoni è sublimata a tal punto, che non sarà facile spingersi più in là.</p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary>Testo originale tedesco · Neapel, den 25. März 1787. Verkündigung Mariä.</summary><p>Ob ich gleich empfand, daß Kniep sehr gern mit mir nach Sizilien gehe, so konnte ich doch bemerken, daß er ungern etwas zurückließ. Bei seiner Aufrichtigkeit blieb mir nicht lange verborgen, daß ihm ein Liebchen eng und treu verbunden sei. Wie sie zusammen bekannt geworden, war artig genug zu hören; wie sich das Mädchen bisher betragen, konnte für sie einnehmen; nun sollte ich sie aber auch sehen, wie hübsch sie sei. Hiezu war Anstalt getroffen, und zwar so, daß ich zugleich eine der schönsten Aussichten über Neapel genießen könnte. Er führte mich auf das flache Dach eines Hauses, von wo man besonders den untern Teil der Stadt nach dem Molo zu, den Golf, die Küste von Sorrent vollkommen übersehen konnte; alles weiter rechts Liegende verschob sich auf die sonderbarste Weise, wie man es, ohne auf diesem Punkte zu stehen, nicht leicht sehen wird. Neapel ist überall schön und herrlich.</p><p>Als wir nun die Gegend bewunderten, stieg, obgleich erwartet, doch unversehens ein gar artiges Köpfchen aus dem Boden hervor. Denn zu einem solchen Söller macht nur eine länglich viereckige Öffnung im Estrich, welche mit einer Falltüre zugedeckt werden kann, den Eingang.</p><p>Und da nun das Engelchen völlig hervortrat, fiel mir ein, daß ältere Künstler die Verkündigung Mariä also vorstellen, daß der Engel eine Treppe heraufkömmt. Dieser Engel aber war nun wirklich von gar schöner Gestalt, hübschem Gesichtchen und einem guten, natürlichen Betragen. Es freute mich, unter dem herrlichen Himmel und im Angesicht der schönsten Gegend von der Welt meinen neuen Freund so glücklich zu sehen. Er gestand mir, als sie sich wieder entfernt hatte, daß er eben deshalb eine freiwillige Armut bisher getragen, weil er dabei sich zugleich ihrer Liebe erfreut und ihre Genügsamkeit schätzen lernen, nun sollten ihm auch seine bessern Aussichten und ein reichlicher Zustand vorzüglich deshalb wünschenswert sein, damit er auch ihr bessere Tage bereiten könne.</p><p>Neapel, zum 25. März.</p><p>Nach diesem angenehmen Abenteuer spazierte ich am Meere hin und war still und vergnüglich. Da kam mir eine gute Erleuchtung über botanische Gegenstände. Herdern bitte ich zu sagen, daß ich mit der Urpflanze bald zustande bin, nur fürchte ich, daß niemand die übrige Pflanzenwelt darin wird erkennen wollen. Meine famose Lehre von den Kotyledonen ist so sublimiert, daß man schwerlich wird weiter gehen können.</p></details>



<h2 class="wp-block-heading">Oggi</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="2400" height="1800" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm2.jpg" alt="Il porto di Napoli e il Vesuvio visti da Castel Nuovo, oggi. Foto Adam91, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0." class="wp-image-9114" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm2.jpg 2400w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm2-300x225.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm2-1024x768.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm2-768x576.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm2-1536x1152.jpg 1536w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm2-2048x1536.jpg 2048w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm2-640x480.jpg 640w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm2-415x311.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm2-650x488.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm2-250x188.jpg 250w" sizes="(max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il porto di Napoli e il Vesuvio visti da Castel Nuovo, oggi. Foto Adam91, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il tetto piano da cui si vedono il Molo, il golfo e la costa di Sorrento non è identificabile (ipotesi: tra Pizzofalcone e il porto).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dove: Napoli</p>



<h2 class="wp-block-heading">Opere e documenti</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1000" height="650" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm0.jpg" alt="Christoph Heinrich Kniep, il golfo di Napoli con il Vesuvio visto da Posillipo, 1787, acquerello su disegno a penna. Pubblico dominio, Wikimedia Commons." class="wp-image-9112" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm0.jpg 1000w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm0-300x195.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm0-768x499.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm0-415x270.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm0-650x423.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm0-250x163.jpg 250w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Christoph Heinrich Kniep, il golfo di Napoli con il Vesuvio visto da Posillipo, 1787, acquerello su disegno a penna. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="2400" height="968" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm1.jpg" alt="Thomas Jones, tetti e terrazze di Napoli dal suo alloggio, 1782: i lastrici solari su cui Kniep portò Goethe. Pubblico dominio, Wikimedia Commons." class="wp-image-9113" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm1.jpg 2400w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm1-300x121.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm1-1024x413.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm1-768x310.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm1-1536x620.jpg 1536w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm1-2048x826.jpg 2048w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm1-415x167.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm1-650x262.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-wm1-250x101.jpg 250w" sizes="(max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /><figcaption class="wp-element-caption">Thomas Jones, tetti e terrazze di Napoli dal suo alloggio, 1782: i lastrici solari su cui Kniep portò Goethe. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ricostruzione AI</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1344" height="752" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-1787-ricostruzione-ai.jpg" alt="Il lastrico solare, giorno dell'Annunciazione 1787: dalla botola spunta la ragazza di Kniep, come l'angelo che sale da una scala nelle antiche Annunciazioni. Ricostruzione AI (SPUN, 2026)." class="wp-image-9086" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-1787-ricostruzione-ai.jpg 1344w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-1787-ricostruzione-ai-300x168.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-1787-ricostruzione-ai-1024x573.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-1787-ricostruzione-ai-768x430.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-1787-ricostruzione-ai-415x232.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-1787-ricostruzione-ai-650x364.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-lastrico-di-kniep-1787-ricostruzione-ai-250x140.jpg 250w" sizes="(max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il lastrico solare, giorno dell&#8217;Annunciazione 1787: dalla botola spunta la ragazza di Kniep, come l&#8217;angelo che sale da una scala nelle antiche Annunciazioni. Ricostruzione AI (SPUN, 2026).</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Approfondimenti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://goethe.reise/?p=8499">Il gesto e il tempo: Goethe, Kniep e la memoria del paesaggio</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">J.W. Goethe, Italienische Reise, testo originale tedesco (pubblico dominio).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Traduzione di Eugenio Zaniboni (J.W. Goethe, Viaggio in Italia, Firenze, Sansoni, 1924; pubblico dominio).</p>


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			</item>
		<item>
		<title>La Reggia di Caserta, Hackert ed Emma</title>
		<link>https://goethe.reise/grandtour/caserta-reggia-hackert/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=caserta-reggia-hackert</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[spun]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 10:40:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ospite di Hackert nel vecchio castello, accanto al palazzo nuovo «escurialesco».</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ospite di Hackert nel vecchio castello, accanto al palazzo nuovo «escurialesco». Hackert fa di tutti i suoi allievi e dice a Goethe: «Lei ha talento, ma non sa fare niente». «Napoli è un paradiso»; e la sera Hamilton e la giovane Emma, che con uno scialle e i capelli sciolti passa da una posa antica all&#8217;altra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Caserta, 14 marzo 1787</h2>



<div class="ug-audio" data-lang="it" data-voce="de-1787-03-14-caserta-0138" data-src=""><button type="button" class="ug-audio__play" aria-label="Ascolta la pagina del diario"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25b6.png" alt="▶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ascolta</button><audio class="ug-audio__player" preload="none"></audio></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ospite di Hackert, nel delizioso appartamento che gli è stato riservato nell&#8217;antica Villa reale. La nuova è un palazzo immenso che ricorda l&#8217;Escuriale, costruito in quadrato, con parecchi cortili: una residenza veramente regale. Posizione di una bellezza straordinaria, nella pianura più fertile del mondo, in cui il parco si stende fino al piede delle montagne. Un acquedotto vi porta un fiume intero, per dare acqua e frescura alla Villa e ai dintorni; e tutta la massa d&#8217;acqua, gettata su rocce disposte ad arte, forma poi una cascata meravigliosa. I giardini del parco sono stupendi, in perfetta armonia con un lembo di terra che è tutto un giardino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il palazzo, per quanto regale, non mi è sembrato abbastanza animato: in quegli enormi spazi vuoti noi altri non possiamo trovarci a nostro agio. Pare che anche il re la pensi così, perché hanno provveduto a costruirgli sulla montagna una villetta, in cui gli abitanti possono vivere più vicini, e che si presta ai divertimenti della caccia e di altro genere.</p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary>Testo originale tedesco · Caserta, Mittwoch, den 14. März.</summary><p>Bei Hackert in seiner höchst behaglichen Wohnung, die ihm in dem alten Schlosse gegönnt ist. Das neue, freilich ein ungeheurer Palast, escurialartig, ins Viereck gebaut, mit mehrern Höfen; königlich genug. Die Lage außerordentlich schön auf der fruchtbarsten Ebene von der Welt, und doch erstrecken sich die Gartenanlagen bis ans Gebirge. Da führt nun ein Aquädukt einen ganzen Strom heran, um Schloß und Gegend zu tränken, und die ganze Wassermasse kann, auf künstlich angelegte Felsen geworfen, zur herrlichsten Kaskade gebildet werden. Die Gartenanlagen sind schön und gehören recht in eine Gegend, welche ganz Garten ist.</p><p>Das Schloß, wahrhaft königlich, schien mir nicht genug belebt, und unsereinem können die ungeheuern leeren Räume nicht behaglich vorkommen. Der König mag ein ähnliches Gefühl haben, denn es ist im Gebirge für eine Anlage gesorgt, die, enger an den Menschen sich anschließend, zur Jagd- und Lebenslust geeignet ist.</p></details>



<h2 class="wp-block-heading">Caserta, 15 marzo 1787</h2>



<div class="ug-audio" data-lang="it" data-voce="de-1787-03-15-caserta-0139" data-src=""><button type="button" class="ug-audio__play" aria-label="Ascolta la pagina del diario"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25b6.png" alt="▶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ascolta</button><audio class="ug-audio__player" preload="none"></audio></div>



<p class="wp-block-paragraph">Hackert occupa nella Reggia un appartamento fornito veramente di ogni sollievo; c&#8217;è spazio più che sufficiente per lui e per i suoi ospiti. Sempre occupato a disegnare e a dipingere, egli è tuttavia socievole e ha l&#8217;arte di conquistare gli uomini, facendo di ognuno uno scolaro. Ha saputo conquistare anche tutte le mie simpatie, mostrando indulgenza per la mia scarsa abilità, insistendo anzitutto sulla precisione del disegno, quindi sulla sicurezza e sulla chiarezza della luce e dell&#8217;ombra. Quando acquerella, ha sottomano sempre tre tinte; procedendo dall&#8217;ultimo al primo piano, e facendo uso ora dell&#8217;una ora dell&#8217;altra tinta, il quadro appare a un tratto bell&#8217;e pronto e non si sa come. Se la cosa fosse veramente così facile, come sembra! Mi ha detto un giorno con la sua schiettezza abituale: «Lei ha disposizione, ma non sa far nulla. Resti un anno e mezzo con me e potrà produrre cose che faran piacere a lei e agli amici». Non è questo un salmo, sul quale si dovrebbe tenere una predica a non finire a tutti i dilettanti? Se la predica mi gioverà, vedremo poi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una prova della confidenza di cui lo onora la regina, non è soltanto che egli dà lezioni alle principessine ma, meglio ancora, che egli è chiamato spesso, la sera, a Corte, per intrattenersi su argomenti di arte e di quanto vi ha attinenza. In queste occasioni egli si giova, per testo, del Dizionario dello Sulzer, dal quale sceglie questo o quel passo, a suo talento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io ho dovuto dare la mia approvazione, ma poi anche ridere di me stesso. Qual differenza non c&#8217;è fra un uomo che vuol coltivarsi partendo dall&#8217;intimo dello spirito, e un altro, che vuole influire sugli altri, e dar loro un&#8217;istruzione pratica! La teoria dello Sulzer mi è sempre stata odiosa per la falsità del suo principio; ebbene, ora ho constatato che quest&#8217;opera contiene ancora ben più che la gente non abbia bisogno di sapere. Le molte cognizioni che essa offre, il modo di pensare cui si è limitato un uomo di valore come il Sulzer, non sono sufficienti per personaggi del gran mondo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non poche ore interessanti e piacevoli abbiamo passato anche nell&#8217;appartamento del restauratore Andres, che, chiamato da Roma, abita pure nella Reggia di Caserta, proseguendo assiduamente l&#8217;opera sua, alla quale il re tanto s&#8217;interessa. Non penso nemmeno a descrivere la sua abilità nel restaurare quadri antichi, perché si dovrebbe trattare nel tempo stesso dell&#8217;arduo compito e della felice soluzione, che costituiscono quest&#8217;industria singolare.</p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary>Testo originale tedesco · Caserta, Donnerstag, den 15. März.</summary><p>Hackert wohnt im alten Schlosse gar behaglich, es ist räumlich genug für ihn und Gäste. Immerfort beschäftigt mit Zeichnen oder Malen, bleibt er doch gesellig und weiß die Menschen an sich zu ziehen, indem er einen jeden zu seinem Schüler macht. Auch mich hat er ganz gewonnen, indem er mit meiner Schwäche Geduld hat, vor allen Dingen auf Bestimmtheit der Zeichnung, sodann auf Sicherheit und Klarheit der Haltung dringt. Drei Tinten stehen, wenn er tuscht, immer bereit, und indem er von hinten hervorarbeitet und eine nach der andern braucht, so entsteht ein Bild, man weiß nicht, woher es kommt. Wenn es nur so leicht auszuführen wäre, als es aussieht. Er sagte zu mir mit seiner gewöhnlichen bestimmten Aufrichtigkeit: &#8220;Sie haben Anlage, aber Sie können nichts machen. Bleiben Sie achtzehn Monat bei mir, so sollen Sie etwas hervorbringen, was Ihnen und andern Freude macht.&#8221; – Ist das nicht ein Text, über den man allen Dilettanten eine ewige Predigt halten sollte? Was sie mir fruchtet, wollen wir erleben.</p><p>Von dem besondern Vertrauen, womit ihn die Königin beehrt, zeugt nicht allein, daß er den Prinzessinnen praktischen Unterricht gibt, sondern vorzüglich, daß er über Kunst und was daran grenzt abends öfters zu belehrender Unterhaltung gerufen wird. Er legt dabei Sulzers Wörterbuch zum Grunde, woraus er nach Belieben und Überzeugung einen oder den andern Artikel wählt.</p><p>Ich mußte das billigen und dabei über mich selbst lächeln. Welch ein Unterschied ist nicht zwischen einem Menschen, der sich von innen aus auferbauen, und einem, der auf die Welt wirken und sie zum Hausgebrauch belehren will! Sulzers Theorie war mir wegen ihrer falschen Grundmaxime immer verhaßt, und nun sah ich, daß dieses Werk noch viel mehr enthielt, als die Leute brauchen. Die vielen Kenntnisse, die hier mitgeteilt werden, die Denkart, in welcher ein so wackrer Mann als Sulzer sich beruhigte, sollten die nicht für Weltleute hinreichend sein?</p><p>Mehrere vergnügte und bedeutende Stunden brachten wir bei dem Restaurator Andres zu, welcher, von Rom berufen, auch hier in dem alten Schlosse wohnt und seine Arbeiten, für die sich der König interessiert, emsig fortsetzt. Von seiner Gewandtheit, alte Bilder wiederherzustellen, darf ich zu erzählen nicht anfangen, weil man zugleich die schwere Aufgabe und die glückliche Lösung, womit sich diese eigene Handwerkskunst beschäftigt, entwickeln müßte.</p></details>



<h2 class="wp-block-heading">Caserta, 16 marzo 1787</h2>



<div class="ug-audio" data-lang="it" data-voce="de-1787-03-16-caserta-0140" data-src=""><button type="button" class="ug-audio__play" aria-label="Ascolta la pagina del diario"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25b6.png" alt="▶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ascolta</button><audio class="ug-audio__player" preload="none"></audio></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ricevo oggi le vostre care del 19 febbraio, e rispondo subito due parole. Mi è sempre tanto gradito raccogliermi un po&#8217;, col pensiero rivolto agli amici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Napoli è un paradiso; tutti vivono in una specie di ebbrezza e di oblio di se stessi. A me accade lo stesso; non mi riconosco quasi più, mi sembra d&#8217;essere un altr&#8217;uomo. Ieri mi dicevo: o sei stato folle fin qui, o lo sei adesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fra quindici giorni bisognerà decidere se andrò, o meno, in Sicilia. Non sono mai stato tanto in forse, per una risoluzione da prendere. Oggi sopraggiunge qualche cosa che mi spinge a partire, domani un&#8217;altra circostanza me ne dissuade. Due spiriti si contraddicono in me.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed ora, in confidenza, per le amiche soltanto; e che gli amici non ne sappiano nulla. Mi sono accorto che l&#8217;accoglienza fatta alla mia Ifigenia è stata un po&#8217; strana; gli amici erano abituati alla prima forma; conoscevano le espressioni, imparate quasi a memoria a forza di sentirle e di leggerle; adesso, tutto questo dà un altro suono, ed io capisco che, in sostanza, nessuno mi è grato della pena infinita che un tal lavoro mi è costato. Un lavoro come questo non finisce propriamente mai; bisogna dichiararlo finito, dopo d&#8217;aver fatto tutto il possibile rispetto al tempo e alle circostanze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia questo non mi può distogliere dal sottoporre il Tasso alla stessa operazione. Lo getterei piuttosto nel fuoco; ma io persisterò nel mio proposito e, stando così le cose, ne uscirà un&#8217;opera che farà stupire. Per questo mi fa sommo piacere che la stampa dei miei scritti proceda così lenta. Né fa poi tanto male, vedersi minacciati a distanza dal compositore tipografo. Strano tuttavia, che, per le azioni anche più libere, si attenda, anzi si desideri qualche inciampo.</p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary>Testo originale tedesco · Caserta, den 16. März 1787.</summary><p>Die lieben Briefe vom 19. Februar kommen heute mir zur Hand, und gleich soll ein Wort dagegen abgehen. Wie gerne mag ich, an die Freunde denkend, zur Besinnung kommen.</p><p>Neapel ist ein Paradies, jedermann lebt in einer Art von trunkner Selbstvergessenheit. Mir geht es ebenso, ich erkenne mich kaum, ich scheine mir ein ganz anderer Mensch. Gestern dacht&#8217; ich: &#8220;Entweder du warst sonst toll, oder du bist es jetzt.&#8221;</p><p>In vierzehn Tagen muß sich&#8217;s entscheiden, ob ich nach Sizilien gehe. Noch nie bin ich so sonderbar in einem Entschluß hin und her gebogen worden. Heute kommt etwas, das mir die Reise anrät, morgen ein Umstand, der sie abrät. Es streiten sich zwei Geister um mich.</p><p>Im Vertrauen zu den Freundinnen allein, nicht daß es die Freunde vernehmen! Ich merke wohl, daß es meiner &#8220;Iphigenie&#8221; wunderlich gegangen ist, man war die erste Form so gewohnt, man kannte die Ausdrücke, die man sich bei öfterm Hören und Lesen zugeeignet hatte; nun klingt das alles anders, und ich sehe wohl, daß im Grunde mir niemand für die unendlichen Bemühungen dankt. So eine Arbeit wird eigentlich nie fertig, man muß sie für fertig erklären, wenn man nach Zeit und Umständen das möglichste getan hat.</p><p>Doch das soll mich nicht abschrecken, mit &#8220;Tasso&#8221; eine ähnliche Operation vorzunehmen. Lieber würf&#8217; ich ihn ins Feuer, aber ich will bei meinem Entschluß beharren, und da es einmal nicht anders ist, so wollen wir ein wunderlich Werk daraus machen. Deshalb ist mir&#8217;s ganz angenehm, daß es mit dem Abdruck meiner Schriften so langsam geht. Und dann ist es doch wieder gut, sich in einiger Ferne vom Setzer bedroht zu sehen. Wunderlich genug, daß man zu der freisten Handlung doch einige Nötigung erwartet, ja fordert.</p></details>



<h2 class="wp-block-heading">Caserta, 16 marzo 1787</h2>



<div class="ug-audio" data-lang="it" data-voce="de-1787-03-16-caserta-0141" data-src=""><button type="button" class="ug-audio__play" aria-label="Ascolta la pagina del diario"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25b6.png" alt="▶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ascolta</button><audio class="ug-audio__player" preload="none"></audio></div>



<p class="wp-block-paragraph">Se a Roma si studia con piacere, a Napoli non si vuole che vivere; si dimentica se stessi e l&#8217;universo; quanto a me, è una sensazione abbastanza strana questa di non aver da fare che con uomini che pensano a godere. Il cavaliere Hamilton, che è sempre qui come inviato d&#8217;Inghilterra, dopo d&#8217;aver fatto tanti anni il dilettante d&#8217;arte, e dopo d&#8217;aver tanto studiato la natura, ha trovato il colmo del diletto sia in natura che in arte nella persona d&#8217;una bella ragazza. Se la tiene in casa, ed è un&#8217;inglesina di circa vent&#8217;anni, veramente bella e ben fatta. Le ha fatto allestire un costume greco che le sta a meraviglia: così vestita, ella si scioglie i capelli, prende due o tre scialli, e sa dare tanta varietà ai suoi atteggiamenti, ai suoi gesti, alle sue espressioni, che si finisce col credere veramente di sognare. Quel che tanti e tanti artisti sarebbero felici di esprimere, in lei appare compiuto, pieno di vita e di una varietà sorprendente. In piedi, a ginocchi, seduta, sdraiata, seria, triste, maliziosa, sfrenata, contrita, provocante, minacciosa, angosciata, ecc., una posa segue l&#8217;altra e deriva dall&#8217;altra. Per ogni espressione, ha l&#8217;arte di scegliere le pieghe dello scialle, di cambiarle e di far cento diverse acconciature del capo con gli stessi nastri. Il vecchio cavaliere le tiene la candela, ufficio al quale s&#8217;è dedicato con tutta l&#8217;anima. Egli trova in lei tutte le statue antiche, tutti i bei profili delle monete sicule, e perfino l&#8217;Apollo di Belvedere. Certo, che il divertimento è unico. Noi lo abbiamo già goduto due sere. Stamane, Tischbein le farà il ritratto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto ai particolari che ho potuto apprendere e ricostruire circa la Corte, i suoi personaggi e quel che vi succede, devo prima controllare e mettere in chiaro tutto. Oggi il re è alla caccia del lupo; sperano di ucciderne cinque per lo meno.</p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary>Testo originale tedesco · Caserta, den 16. März 1787</summary><p>Wenn man in Rom gern studieren mag, so will man hier nur leben; man vergißt sich und die Welt, und für mich ist es eine wunderliche Empfindung, nur mit genießenden Menschen umzugehen. Der Ritter Hamilton, der noch immer als englischer Gesandter hier lebt, hat nun nach so langer Kunstliebhaberei, nach so langem Naturstudium den Gipfel aller Natur- und Kunstfreude in einem schönen Mädchen gefunden. Er hat sie bei sich, eine Engländerin von etwa zwanzig Jahren. Sie ist sehr schön und wohl gebaut. Er hat ihr ein griechisch Gewand machen lassen, das sie trefflich kleidet, dazu löst sie ihre Haare auf, nimmt ein paar Schals und macht eine Abwechslung von Stellungen, Gebärden, Mienen etc., daß man zuletzt wirklich meint, man träume. Man schaut, was so viele tausend Künstler gerne geleistet hätten, hier ganz fertig in Bewegung und überraschender Abwechslung. Stehend, knieend, sitzend, liegend, ernst, traurig, neckisch, ausschweifend, bußfertig, lockend, drohend, ängstlich etc., eins folgt aufs andere und aus dem andern. Sie weiß zu jedem Ausdruck die Falten des Schleiers zu wählen, zu wechseln, und macht sich hundert Arten von Kopfputz mit denselben Tüchern. Der alte Ritter hält das Licht dazu und hat mit ganzer Seele sich diesem Gegenstand ergeben. Er findet in ihr alle Antiken, alle schönen Profile der sizilianischen Münzen, ja den Belvederschen Apoll selbst. So viel ist gewiß, der Spaß ist einzig! Wir haben ihn schon zwei Abende genossen. Heute früh malt sie Tischbein.</p><p>Vom Personal des Hofs und den Verhältnissen, was ich erfahren und kombiniert, muß erst geprüft und geordnet werden. Heute ist der König auf die Wolfsjagd, man hofft, wenigstens fünfe zu erlegen.</p></details>



<h2 class="wp-block-heading">Oggi</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="2400" height="1600" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/caserta-reggia-parco-oggi.jpg" alt="Il parco della Reggia di Caserta oggi. Foto Giuseppe Guida, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0." class="wp-image-9019" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/caserta-reggia-parco-oggi.jpg 2400w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/caserta-reggia-parco-oggi-300x200.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/caserta-reggia-parco-oggi-1024x683.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/caserta-reggia-parco-oggi-768x512.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/caserta-reggia-parco-oggi-1536x1024.jpg 1536w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/caserta-reggia-parco-oggi-2048x1365.jpg 2048w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/caserta-reggia-parco-oggi-415x277.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/caserta-reggia-parco-oggi-650x433.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/caserta-reggia-parco-oggi-250x167.jpg 250w" sizes="(max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il parco della Reggia di Caserta oggi. Foto Giuseppe Guida, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La Reggia di Caserta con il parco e l&#8217;Acquedotto Carolino; il «vecchio castello» dove abitava Hackert è probabilmente il Palazzo Acquaviva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dove: Reggia di Caserta, Piazza Carlo di Borbone, 81100 Caserta</p>



<h2 class="wp-block-heading">Opere e documenti</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1095" height="1400" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/03/philipphackert.jpg" alt="Jacob Philipp Hackert, pittore di corte a Caserta, che a Goethe disse: «Lei ha talento, ma non sa fare niente». Raccolta SPUN." class="wp-image-8440" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/03/philipphackert.jpg 1095w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/03/philipphackert-235x300.jpg 235w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/03/philipphackert-801x1024.jpg 801w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/03/philipphackert-768x982.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/03/philipphackert-415x531.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/03/philipphackert-650x831.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/03/philipphackert-250x320.jpg 250w" sizes="(max-width: 1095px) 100vw, 1095px" /><figcaption class="wp-element-caption">Jacob Philipp Hackert, pittore di corte a Caserta, che a Goethe disse: «Lei ha talento, ma non sa fare niente». Raccolta SPUN.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1264" height="1957" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/emma-lyons-sofonisba-rehberg-1794.jpg" alt="Emma Lyons nell'atteggiamento di Sofonisba, da una delle incisioni di Friedrich Rehberg, 1794: le «attitudini» che Goethe vide la sera del 14 marzo. Tavola in Benedetto Croce, Volfango Goethe a Napoli, 1903; pubblico dominio." class="wp-image-9031" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/emma-lyons-sofonisba-rehberg-1794.jpg 1264w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/emma-lyons-sofonisba-rehberg-1794-194x300.jpg 194w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/emma-lyons-sofonisba-rehberg-1794-661x1024.jpg 661w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/emma-lyons-sofonisba-rehberg-1794-768x1189.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/emma-lyons-sofonisba-rehberg-1794-992x1536.jpg 992w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/emma-lyons-sofonisba-rehberg-1794-415x643.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/emma-lyons-sofonisba-rehberg-1794-650x1006.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/emma-lyons-sofonisba-rehberg-1794-250x387.jpg 250w" sizes="(max-width: 1264px) 100vw, 1264px" /><figcaption class="wp-element-caption">Emma Lyons nell&#8217;atteggiamento di Sofonisba, da una delle incisioni di Friedrich Rehberg, 1794: le «attitudini» che Goethe vide la sera del 14 marzo. Tavola in Benedetto Croce, Volfango Goethe a Napoli, 1903; pubblico dominio.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ricostruzione AI</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1344" height="752" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/caserta-1787-attitudini-ricostruzione-ai.jpg" alt="La sera del 14 marzo 1787 nel vecchio castello: lo scialle e le attitudini davanti agli ospiti a lume di candela. Ricostruzione AI (SPUN, 2026)." class="wp-image-9027" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/caserta-1787-attitudini-ricostruzione-ai.jpg 1344w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/caserta-1787-attitudini-ricostruzione-ai-300x168.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/caserta-1787-attitudini-ricostruzione-ai-1024x573.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/caserta-1787-attitudini-ricostruzione-ai-768x430.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/caserta-1787-attitudini-ricostruzione-ai-415x232.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/caserta-1787-attitudini-ricostruzione-ai-650x364.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/caserta-1787-attitudini-ricostruzione-ai-250x140.jpg 250w" sizes="(max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /><figcaption class="wp-element-caption">La sera del 14 marzo 1787 nel vecchio castello: lo scialle e le attitudini davanti agli ospiti a lume di candela. Ricostruzione AI (SPUN, 2026).</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Video</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Approfondimenti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://goethe.reise/?p=8355">Jakob Philipp Hackert</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">J.W. Goethe, Italienische Reise, testo originale tedesco (pubblico dominio).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Traduzione di Eugenio Zaniboni (J.W. Goethe, Viaggio in Italia, Firenze, Sansoni, 1924; pubblico dominio).</p>


<p>L'articolo <a href="https://goethe.reise/grandtour/caserta-reggia-hackert/">La Reggia di Caserta, Hackert ed Emma</a> proviene da <a href="https://goethe.reise">Unreal Goethe</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Via Toledo e il Molo</title>
		<link>https://goethe.reise/grandtour/napoli-via-toledo-il-popolo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=napoli-via-toledo-il-popolo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[spun]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 10:40:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I ragazzi che succhiano l'ultimo calore di un cerchione arroventato sul selciato, la folla smisurata in cui Goethe si sente solo e calmo, il sangue di San Gennaro contro l'inferno vicino, un Pulcinella che litiga con una scimmia al Molo e i friggitori di San Giuseppe con le loro zeppole: il popolo di Napoli a marzo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://goethe.reise/grandtour/napoli-via-toledo-il-popolo/">Via Toledo e il Molo</a> proviene da <a href="https://goethe.reise">Unreal Goethe</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">I ragazzi che succhiano l&#8217;ultimo calore di un cerchione arroventato sul selciato, la folla smisurata in cui Goethe si sente solo e calmo, il sangue di San Gennaro contro l&#8217;inferno vicino, un Pulcinella che litiga con una scimmia al Molo e i friggitori di San Giuseppe con le loro zeppole: il popolo di Napoli a marzo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Napoli, 12 marzo 1787</h2>



<div class="ug-audio" data-lang="it" data-voce="de-1787-03-12-neapel-0136" data-src=""><button type="button" class="ug-audio__play" aria-label="Ascolta la pagina del diario"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25b6.png" alt="▶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ascolta</button><audio class="ug-audio__player" preload="none"></audio></div>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi ho percorso la città, osservando qua e là secondo il mio costume e prendendo anche molti appunti per poterla a suo tempo descrivere un po&#8217; diffusamente, ciò che purtroppo ora non posso fare. Tutto fa comprendere che una terra beata e fornita copiosamente di che soddisfare i primi bisogni, esprime dal suo grembo anche uomini dal temperamento felice, i quali possono tranquillamente aspettare che l&#8217;indomani loro porti quello che ha portato l&#8217;oggi e vivono perciò senza alcuna preoccupazione. Soddisfazione momentanea, godimento limitato, sopportazione gioconda di mali passeggeri. Eccone un esempio grazioso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella mattinata faceva freddo ed umido; aveva piovuto un poco. Ero arrivato in un largo, in cui le grosse pietre del lastricato sembravano accuratamente pulite con la granata. Sopra questa spianata perfettamente liscia vidi con mia sorpresa una frotta di piccoli straccioni che, accoccolati in giro, tenevan le mani stese verso il suolo, come per riscaldarsi. Credetti in sulle prime che fosse un trastullo, ma come ebbi osservato i loro gesti composti e pieni di serietà, da gente che ha soddisfatto un bisogno, per quanto mi lambiccassi il cervello non riuscivo a spiegarmi la scena. Fu necessario che domandassi la ragione per cui quegli scimmiotti s&#8217;erano raggruppati nella posizione così curiosa di un circolo perfetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Seppi così che un fabbro del vicinato aveva arroventato in quel punto il ferro di una ruota, seguendo questo metodo: il cerchio di ferro vien collocato a terra e, al di sopra, si accumulano tanti trucioli di quercia che bastino a renderlo malleabile come si conviene. Il legno finisce di bruciare, il cerchio vien rimesso intorno alla sua ruota e la cenere accuratamente spazzata. Subito quei piccoli Uroni approfittano del calore rimasto nella pietra e non se ne vanno via senza aver prima goduto l&#8217;ultimo riflesso di quel tepore. Esempi di tanta moderazione e della tendenza a sfruttare quel che altrimenti andrebbe perduto, qui sono innumerevoli. Trovo in questo popolino l&#8217;industria più alacre e più ingegnosa, non per arricchire, bensì per vivere senza pensieri.</p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary>Testo originale tedesco · Neapel, Montag, den 12. März.</summary><p>Heute schlich ich beobachtend meiner Weise nach durch die Stadt und notierte mir viele Punkte zu dereinstiger Schilderung derselben, davon ich leider gegenwärtig nichts mitteilen kann. Alles deutet dahin, daß ein glückliches, die ersten Bedürfnisse reichlich anbietendes Land auch Menschen von glücklichem Naturell erzeugt, die ohne Kümmernis erwarten können, der morgende Tag werde bringen, was der heutige gebracht, und deshalb sorgenlos dahin leben. Augenblickliche Befriedigung, mäßiger Genuß, vorübergehender Leiden heiteres Dulden! – Von dem letzteren ein artiges Beispiel.</p><p>Der Morgen war kalt und feuchtlich, es hatte wenig geregnet. Ich gelangte auf einen Platz, wo die großen Quadern des Pflasters reinlich gekehrt erschienen. Zu meiner großen Verwunderung sah ich auf diesem völlig ebenen, gleichen Boden eine Anzahl zerlumpter Knaben im Kreise kauzend, die Hände gegen den Boden gewendet, als wenn sie sich wärmten. Erst hielt ich&#8217;s für eine Posse, als ich aber ihre Mienen völlig ernsthaft und beruhigt sah wie bei einem befriedigten Bedürfnis, so strengte ich meinen Scharfsinn möglichst an, er wollte mich aber nicht begünstigen. Ich mußte daher fragen, was denn diese Äffchen zu der sonderbaren Positur verleite und sie in diesen regelmäßigen Kreis versammle.</p><p>Hierauf erfuhr ich, daß ein anwohnender Schmied auf dieser Stelle eine Radschiene heiß gemacht, welches auf folgende Weise geschieht. Der eiserne Reif wird auf den Boden gelegt und auf ihn im Kreise so viel Eichenspäne gehäuft, als man nötig hält, ihn bis auf den erforderlichen Grad zu erweichen. Das entzündete Holz brennt ab, die Schiene wird ums Rad gelegt und die Asche sorgfältig weggekehrt. Die dem Pflaster mitgeteilte Wärme benutzen sogleich die kleinen Huronen und rühren sich nicht eher von der Stelle, als bis sie den letzten warmen Hauch ausgezogen haben. Beispiele solcher Genügsamkeit und aufmerksamen Benutzens dessen, was sonst verlorenginge, gibt es hier unzählige. Ich finde in diesem Volk die lebhafteste und geistreichste Industrie, nicht um reich zu werden, sondern um sorgenfrei zu leben.</p></details>



<h2 class="wp-block-heading">Napoli, 17 marzo 1787</h2>



<div class="ug-audio" data-lang="it" data-voce="de-1787-03-16-caserta-0141" data-src=""><button type="button" class="ug-audio__play" aria-label="Ascolta la pagina del diario"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25b6.png" alt="▶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ascolta</button><audio class="ug-audio__player" preload="none"></audio></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni volta che la penna vuol descrivere, mi vengono sempre sott&#8217;occhio imagini della fertilità del suolo, del mare sconfinato, delle isole vaporanti nell&#8217;azzurro, della montagna fumigante, e mi mancano i mezzi per esprimere tutto questo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna esser qui per comprendere come l&#8217;uomo ha potuto concepire l&#8217;idea di coltivare il suolo; qui dove la terra produce tutto e dove si può sperare da tre a cinque raccolti all&#8217;anno. Si dice che nelle migliori annate si sia coltivato il granturco tre volte nello stesso campo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho visto molto, e meditato ancor di più: il mondo mi si allarga continuamente ed anche quello che so già da tempo, soltanto adesso diventa proprio mio. È proprio vero che l&#8217;uomo incomincia presto a sapere, ma tardi a mettere in pratica quello che sa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Peccato soltanto che non possa comunicare ad ogni istante le mie impressioni agli amici; Tischbein è bensì con me, ma in lui l&#8217;uomo e l&#8217;artista sono agitati da mille pensieri, reclamati da cento persone. La sua posizione è singolare e curiosa; egli non può prender viva parte all&#8217;esistenza altrui, perché in tal modo sente inceppate le sue proprie tendenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure il mondo non è che una ruota, sempre eguale in tutta la sua orbita, ma che a noi sembra così strana perché noi stessi giriamo con lei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che ho sempre detto, è accaduto: solo qui imparo a comprendere e a sviluppare certi fenomeni della natura e certi disordini nelle opinioni. Io traggo profitto di tutto e non sarà poco quel che porterò con me; certo anche molto amore della mia patria e molta gioia di vivere con pochi amici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto al mio viaggio in Sicilia, la bilancia è ancora in mano agli dèi; la lancetta oscilla ora a destra, ora a sinistra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi sarà l&#8217;amico che mi annunziano tanto misteriosamente? Purché io non gli sfugga, con le mie disordinate escursioni e col mio viaggio in Sicilia!</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fregata di Palermo è già di ritorno; fra otto giorni ripartirà di qui; se mi porterà con sé, o se ritornerò per la settimana santa a Roma, chi lo sa. Non sono mai stato così titubante; un attimo, un nonnulla potrà decidere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comincio a trovarmi meglio con questa gente: bisogna però pesarli solo con la stadera, non con la bilancetta dell&#8217;orefice, come purtroppo hanno per uso di fare tra loro anche gli amici di fantasia bisbetica e di strane pretese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui la gente non si dà alcun pensiero dei fatti altrui; è molto se si accorgono di correre qua e là, l&#8217;uno accanto all&#8217;altro; vanno e vengono tutto il giorno in un paradiso, senza guardarsi troppo intorno, e quando la bocca dell&#8217;inferno loro vicino minaccia di montar sulle furie, ricorrono a San Gennaro e al suo sangue, come del resto tutto il mondo ricorre o vorrebbe ricorrere al sangue, contro la morte e contro il demonio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È interessante e fa così bene, aggirarsi tra una folla innumerevole e irrequieta come questa. Tutti si rimescolano come le onde d&#8217;un torrente, eppure ognuno trova la sua via e arriva alla sua meta. Solo in mezzo a tanta folla e fra tanta irrequietezza io mi sento veramente tranquillo e solo; più le vie rumoreggiano, e più mi sento calmo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche volta penso al Rousseau e alle sue querele da ipocondriaco; comprendo tuttavia come un organismo così felice ha potuto esser turbato. Se io non provassi tale simpatia per tutto ciò che è conforme a natura e se non vedessi che, nel disordine apparente, si possono confrontare e riordinare mille osservazioni, a quel modo con cui il geometra controlla mediante una sola linea trasversale molte singole misure, io stesso mi crederei uno stravagante.</p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary>Testo originale tedesco · Neapel, den 17. März 1787</summary><p>Neapel, zum 17. März.</p><p>Wenn ich Worte schreiben will, so stehen mir immer Bilder vor Augen des fruchtbaren Landes, des freien Meeres, der duftigen Inseln, des rauchenden Berges, und mir fehlen die Organe, das alles darzustellen.</p><p>Hierzulande begreift man erst, wie es dem Menschen einfallen konnte, das Feld zu bauen, hier, wo der Acker alles bringt, und wo man drei bis fünf Ernten des Jahres hoffen kann. In den besten Jahren will man auf demselben Acker dreimal Mais gebaut haben.</p><p>Ich habe viel gesehen und noch mehr gedacht: die Welt eröffnet sich mehr und mehr, auch alles, was ich schon lange weiß, wird mir erst eigen. Welch ein früh wissendes und spät übendes Geschöpf ist doch der Mensch!</p><p>Nur schade, daß ich nicht in jedem Augenblick meine Beobachtungen mitteilen kann; zwar ist Tischbein mit mir, aber als Mensch und Künstler wird er von tausend Gedanken hin und her getrieben, von hundert Personen in Anspruch genommen. Seine Lage ist eigen und wunderbar, er kann nicht freien Teil an eines andern Existenz nehmen, weil er sein eignes Bestreben so eingeengt fühlt.</p><p>Und doch ist die Welt nur ein einfach Rad, in dem ganzen Umkreise sich gleich und gleich, das uns aber so wunderlich vorkommt, weil wir selbst mit herumgetrieben werden.</p><p>Was ich mir immer sagte, ist eingetroffen: daß ich so manche Phänomene der Natur und manche Verworrenheiten der Meinungen erst in diesem Lande verstehen und entwickeln lerne. Ich fasse von allen Seiten zusammen und bringe viel zurück, auch gewiß viel Vaterlandsliebe und Freude am Leben mit wenigen Freunden. über meine sizilianische Reise halten die Götter noch die Waage in Händen; das Zünglein schlägt herüber und hinüber.</p><p>Wer mag der Freund sein, den man mir so geheimnisvoll ankündigt? Daß ich ihn nur nicht über meiner Irr- und Inselfahrt versäume!</p><p>Die Fregatte von Palermo ist wieder zurück, heut über acht Tage geht sie abermals von hier ab; ob ich noch mitsegele, zur Karwoche nach Rom zurückkehre, weiß ich nicht. Noch nie bin ich so unentschieden gewesen; ein Augenblick, eine Kleinigkeit mag entscheiden.</p><p>Mit den Menschen geht mir es schon besser, man muß sie nur mit dem Krämergewicht, keineswegs mit der Goldwaage wiegen, wie es leider sogar oft Freunde untereinander aus hypochondrischer Grille und seltsamer Anforderung zu tun pflegen.</p><p>Hier wissen die Menschen gar nichts voneinander, sie merken kaum, daß sie nebeneinander hin und her laufen; sie rennen den ganzen Tag in einem Paradiese hin und wider, ohne sich viel umzusehen, und wenn der benachbarte Höllenschlund zu toben anfängt, hilft man sich mit dem Blute des heiligen Januarius, wie sich die übrige Welt gegen Tod und Teufel auch wohl mit – Blute hilft oder helfen möchte.</p><p>Zwischen einer so unzählbaren und rastlos bewegten Menge durchzugehen, ist gar merkwürdig und heilsam. Wie alles durcheinander strömt und doch jeder einzelne Weg und Ziel findet. In so großer Gesellschaft und Bewegung fühl&#8217; ich mich erst recht still und einsam; je mehr die Straßen toben, desto ruhiger werd&#8217; ich.</p><p>Manchmal gedenke ich Rousseaus und seines hypochondrischen Jammers, und doch wird mir begreiflich, wie eine so schöne Organisation verschoben werden konnte. Fühlt&#8217; ich nicht solchen Anteil an den natürlichen Dingen und säh&#8217; ich nicht, daß in der scheinbaren Verwirrung hundert Beobachtungen sich vergleichen und ordnen lassen, wie der Feldmesser mit einer durchgezogenen Linie viele einzelne Messungen probiert, ich hielte mich oft selbst für toll.</p></details>



<h2 class="wp-block-heading">Napoli, 19 marzo 1787</h2>



<div class="ug-audio" data-lang="it" data-voce="de-1787-03-19-neapel-0143" data-src=""><button type="button" class="ug-audio__play" aria-label="Ascolta la pagina del diario"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25b6.png" alt="▶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ascolta</button><audio class="ug-audio__player" preload="none"></audio></div>



<p class="wp-block-paragraph">Basta percorrere le vie ed aver occhi in testa, per vedere dei quadri inimitabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul molo, un cantuccio fra i più rumorosi della città, ho visto ieri un Pulcinella che litigava sopra una baracca con una scimmia; alle sue spalle un balcone, dove una ragazza veramente bella attendeva il passaggio di qualche merlo. A due passi dalla baracca, un cerretano, che offriva a una folla assiepata di credenzoni i suoi specifici contro tutti i mali. Dipinto da Gerardo Dow, un quadro simile potrebbe degnamente interessare i contemporanei e i posteri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi è stata anche la festa di S. Giuseppe, patrono di tutti i friggitori, ossia di quelli che commerciano in paste fritte, del genere meno fino, s&#8217;intende. Poiché sotto l&#8217;olio nero che frigge si alzano continuamente delle grandi fiammate, tutti i tormenti del fuoco entrano nella giurisdizione di costoro; così, fin da ieri la gente ha addobbato alla meglio le facciate delle case di quadri rappresentanti le anime del purgatorio e il Giudizio Universale, rosseggianti e fiammeggianti tutt&#8217;all&#8217;intorno. Grandi padelle poggiano davanti a ogni porta su leggere fornacelle. Un garzone fa delle ciambelle e le getta nell&#8217;olio grasso e bollente. Accanto alla padella, un terzo ritira mediante un forchettone le ciambelle man mano che escono fritte, le passa a un quarto sulla punta di un altro forchettone, e quest&#8217;ultimo le offre ai passanti. Il terzo e il quarto di questi garzoni portavano parrucche bionde e inanellate, che qui passano per attributi degli angeli. Altri individui completavano il gruppo, offrivano del vino ai friggitori, bevevano essi stessi e strillavano la merce: angeli, cuochi, tutti strillavano. La folla si pigiava, anche perché ogni sorta di fritto si vende in questo giorno più a buon mercato; una parte dell&#8217;utile va anzi distribuito ai poveri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si finirebbe più a descrivere simili scenette; ogni giorno si vede sempre qualche cosa di nuovo e di più stravagante; basterebbe accennare alla varietà del vestire, in cui ci s&#8217;imbatte per via, e alla folla che formicola nella sola via Toledo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vivendo fra il popolo, c&#8217;è sempre da divertirsi nel modo più originale; esso è così naturale, che con lui si potrebbe diventar naturali. Tale, per esempio, è Pulcinella, la vera maschera di questo paese; tale l&#8217;Arlecchino di Bergamo, tale lo Hanswurst del Tirolo. Pulcinella è il servitore posapiano, comodo, fino a un certo punto apatico, poltrone anzi che no, e sempre buffone. Garzoni di albergo e servitori come lui, se ne trova da per tutto. Oggi mi sono specialmente divertito col mio, e non si trattava che di mandarlo a prender un po&#8217; di carta e delle penne. Un po&#8217; l&#8217;equivoco, un po&#8217; la sua flemma, un po&#8217; la malizia e un po&#8217; la buona volontà, tutto questo ha provocato la scena più divertente da rappresentarsi con successo in qualsiasi teatro.</p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary>Testo originale tedesco · Neapel, Montag, den 19. März 1787.</summary><p>Neapel, zum 19. März.</p><p>Man darf nur auf der Straße wandeln und Augen haben, man sieht die unnachahmlichsten Bilder.</p><p>Am Molo, einer Hauptlärmecke der Stadt, sah ich gestern einen Pulcinell, der sich auf einem Brettergerüste mit einem kleinen Affen stritt, drüber einen Balkon, auf dem ein recht artiges Mädchen ihre Reize feilbot. Neben dem Affengerüste ein Wunderdoktor, der seine Arkana gegen alle übel den bedrängten Gläubigen darbot; von Gerhard Dow gemalt, hätte solch ein Bild verdient, Zeitgenossen und Nachwelt zu ergötzen.</p><p>So war auch heute Fest des heiligen Josephs; er ist der Patron aller Frittaruolen, d. h. Gebacknesmacher, versteht sich Gebacknes im gröbsten Sinne. Weil nun immerfort starke Flammen unter schwarzem und siedendem Öl hervorschlagen, so gehört auch alle Feuerqual in ihr Fach; deswegen hatten sie gestern abend vor den Häusern mit Gemälden zum besten aufgeputzt: Seelen im Fegfeuer, Jüngste Gerichte glühten und flammten umher. Große Pfannen standen vor der Türe auf leicht gebauten Herden. Ein Gesell wirkte den Teig, ein anderer formte, zog ihn zu Kringlen und warf sie in die siedende Fettigkeit. An der Pfanne stand ein dritter, mit einem kleinen Bratspieße, er holte die Kringlen, wie sie gar wurden, heraus, schob sie einem vierten auf ein ander Spießchen, der sie den Umstehenden anbot; die beiden letzten waren junge Burschen mit blonden und lockenreichen Perücken, welches hier Engel bedeutet. Noch einige Figuren vollendeten die Gruppe, reichten Wein den Beschäftigten, tranken selbst und schrieen, die Ware zu loben; auch die Engel, die Köche, alle schrieen. Das Volk drängte sich herzu; denn alles Gebackene wird diesen Abend wohlfeiler gegeben und sogar ein Teil der Einnahme den Armen.</p><p>Dergleichen könnte man endlos erzählen; so geht es mit jedem Tage, immer etwas Neues und Tolleres, nur die Mannigfaltigkeit von Kleidern, die einem auf der Straße begegnet, die Menge Menschen in der einzigen Straße Toledo!</p><p>Und so gibt es noch manche originale Unterhaltung, wenn man mit dem Volke lebt; es ist so natürlich, daß man mit ihm natürlich werden könnte. Da ist z. B. der Pulcinell, die eigentliche Nationalmaske, der Harlekin, aus Bergamo, Hanswurst, aus Tirol gebürtig. Pulcinell nun, ein wahrhaft gelassener, ruhiger, bis auf einen gewissen Grad gleichgültiger, beinahe fauler und doch humoristischer Knecht. Und so findet man überall Kellner und Hausknecht. Mit dem unsrigen macht&#8217; ich mir heute eine besondere Lust, und es war weiter nichts, als daß ich ihn schickte, Papier und Federn zu holen. Halber Mißverstand, Zaudern, guter Wille und Schalkheit brachte die anmutigste Szene hervor, die man auf jedem Theater mit Glück produzieren könnte.</p></details>



<h2 class="wp-block-heading">Oggi</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="2400" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm2.jpg" alt="Via Toledo oggi, nel tratto pedonale. Foto Robot8A, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0." class="wp-image-9138" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm2.jpg 1800w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm2-225x300.jpg 225w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm2-768x1024.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm2-1152x1536.jpg 1152w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm2-1536x2048.jpg 1536w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm2-415x553.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm2-650x867.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm2-250x333.jpg 250w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /><figcaption class="wp-element-caption">Via Toledo oggi, nel tratto pedonale. Foto Robot8A, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Via Toledo, il Molo e i vicoli intorno; la piazza con i ragazzi sul lastrico caldo non è nominata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dove: Via Toledo, 80134 Napoli</p>



<h2 class="wp-block-heading">Opere e documenti</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1680" height="2309" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm0.jpg" alt="Saverio Della Gatta, il venditore di limonata, gouache, primi dell'Ottocento: il popolo napoletano che Goethe osserva per strada. Pubblico dominio, Wikimedia Commons." class="wp-image-9136" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm0.jpg 1680w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm0-218x300.jpg 218w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm0-745x1024.jpg 745w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm0-768x1056.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm0-1118x1536.jpg 1118w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm0-1490x2048.jpg 1490w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm0-415x570.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm0-650x893.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm0-250x344.jpg 250w" sizes="(max-width: 1680px) 100vw, 1680px" /><figcaption class="wp-element-caption">Saverio Della Gatta, il venditore di limonata, gouache, primi dell&#8217;Ottocento: il popolo napoletano che Goethe osserva per strada. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1680" height="1251" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm1.jpg" alt="Pietro Fabris, scena di strada napoletana con un giovane signore e una venditrice di biglietti del lotto, Settecento. Pubblico dominio, Wikimedia Commons." class="wp-image-9137" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm1.jpg 1680w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm1-300x223.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm1-1024x763.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm1-768x572.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm1-1536x1144.jpg 1536w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm1-590x440.jpg 590w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm1-415x309.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm1-650x484.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-wm1-250x186.jpg 250w" sizes="(max-width: 1680px) 100vw, 1680px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pietro Fabris, scena di strada napoletana con un giovane signore e una venditrice di biglietti del lotto, Settecento. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ricostruzione AI</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1344" height="752" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-1787-ricostruzione-ai.jpg" alt="I friggitori di San Giuseppe, 19 marzo 1787: le zeppole, allora semplici ciambelle fritte, e la folla smisurata in cui Goethe si sente solo e calmo. Ricostruzione AI (SPUN, 2026)." class="wp-image-9070" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-1787-ricostruzione-ai.jpg 1344w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-1787-ricostruzione-ai-300x168.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-1787-ricostruzione-ai-1024x573.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-1787-ricostruzione-ai-768x430.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-1787-ricostruzione-ai-415x232.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-1787-ricostruzione-ai-650x364.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-via-toledo-il-popolo-1787-ricostruzione-ai-250x140.jpg 250w" sizes="(max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /><figcaption class="wp-element-caption">I friggitori di San Giuseppe, 19 marzo 1787: le zeppole, allora semplici ciambelle fritte, e la folla smisurata in cui Goethe si sente solo e calmo. Ricostruzione AI (SPUN, 2026).</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Approfondimenti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://goethe.reise/?p=8332">Goethe arriva a Napoli</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">J.W. Goethe, Italienische Reise, testo originale tedesco (pubblico dominio).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Traduzione di Eugenio Zaniboni (J.W. Goethe, Viaggio in Italia, Firenze, Sansoni, 1924; pubblico dominio).</p>


<p>L'articolo <a href="https://goethe.reise/grandtour/napoli-via-toledo-il-popolo/">Via Toledo e il Molo</a> proviene da <a href="https://goethe.reise">Unreal Goethe</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Palazzo Colubrano, la testa di cavallo</title>
		<link>https://goethe.reise/grandtour/napoli-palazzo-carafa-colubrano/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=napoli-palazzo-carafa-colubrano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[spun]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 10:40:37 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://goethe.reise/?post_type=museum&#038;p=8595</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel cortile di Palazzo Colubrano, sopra una fontana, la colossale testa di cavallo in bronzo: fronte possente, narici frementi, orecchie tese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://goethe.reise/grandtour/napoli-palazzo-carafa-colubrano/">Palazzo Colubrano, la testa di cavallo</a> proviene da <a href="https://goethe.reise">Unreal Goethe</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel cortile di Palazzo Colubrano, sopra una fontana, la colossale testa di cavallo in bronzo: fronte possente, narici frementi, orecchie tese. Sopra l&#8217;androne una statua femminile che già Winckelmann riteneva una danzatrice e che «meriterebbe un posto migliore».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Napoli, 7 marzo 1787</h2>



<div class="ug-audio" data-lang="it" data-voce="de-1787-03-07-neapel-0132" data-src=""><button type="button" class="ug-audio__play" aria-label="Ascolta la pagina del diario"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25b6.png" alt="▶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ascolta</button><audio class="ug-audio__player" preload="none"></audio></div>



<p class="wp-block-paragraph">In questa settimana il Tischbein mi ha coscienziosamente mostrato ed illustrato una buona parte dei tesori artistici di Napoli. Da buon conoscitore e pittore di animali, aveva già prima richiamata la mia attenzione sopra una testa di cavallo in bronzo nel cortile del palazzo Colubrano. Ci siamo andati oggi. Il prezioso frammento è collocato proprio dirimpetto al portone, nel mezzo del cortile, in una nicchia, al disopra d&#8217;una fontana. È qualche cosa di stupendo; chi sa quale effetto deve aver prodotto una testa simile, unita a tutte le altri parti del corpo! Era un cavallo molto più grande di quelli di San Marco; ma anche la sola testa, esaminata più da vicino nei particolari, permette di studiarne e di ammirarne sempre meglio il carattere e l&#8217;espressione. L&#8217;osso frontale superbo, le narici sbuffanti, gli orecchi intenti, la criniera eretta; che magnifico animale, che vigore, che fuoco!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci rivolgemmo quindi ad osservare una statua di donna collocata nella nicchia sopra il portone d&#8217;entrata. Già il Winckelmann vi aveva veduto la riproduzione d&#8217;una danzatrice antica; coteste artiste infatti rappresentano con le loro mosse piene di vita, nel modo più vario, quello che gli statuari ci hanno conservato sotto la forma irrigidita delle ninfe e delle dee. È tutta sveltezza e grazia; la testa, che s&#8217;era staccata dal busto, è stata rimessa a posto con abilità. Del resto non ha sofferto altro danno e meriterebbe un posto più degno.</p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary>Testo originale tedesco · Neapel, Mittwoch, den 7. März 1787.</summary><p>Und so hat mir diese Woche Tischbein redlich einen großen Teil der Kunstschätze von Neapel gezeigt und ausgelegt. Er, ein trefflicher Tierkenner und Zeichner, machte mich schon früher aufmerksam auf einen Pferdekopf von Erz im Palast Colombrano. Wir gingen heute dahin. Dieser Kunstrest steht gerade der Torfahrt gegenüber im Hofe in einer Nische über einem Brunnen und setzt in Erstaunen; was muß das Haupt erst mit den übrigen Gliedern, zu einem Ganzen verbunden, für Wirkung getan haben! Das Pferd im ganzen war viel größer als die auf der Markuskirche, auch läßt hier das Haupt, näher und einzeln beschaut, Charakter und Kraft nur desto deutlicher erkennen und bewundern. Der prächtige Stirnknochen, die schnaubende Nase, die aufmerkenden Ohren, die starre Mähne! Ein mächtig aufgeregtes, kräftiges Geschöpf.</p><p>Wir kehrten uns um, eine weibliche Statue zu bemerken, die über dem Torwege in einer Nische stand. Sie wird für die Nachbildung einer Tänzerin schon von Winckelmann gehalten, wie denn solche Künstlerinnen in lebendiger Bewegung auf das mannigfaltigste dasjenige vorstellen, was die bildenden Meister uns als erstarrte Nymphen und Göttinnen aufbewahren. Sie ist sehr leicht und schön, der Kopf war abgebrochen, ist aber gut wieder aufgesetzt, übrigens nichts daran versehrt, und verdiente wohl einen bessern Platz.</p></details>



<h2 class="wp-block-heading">Oggi</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1845" height="2400" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm2.jpg" alt="Il cortile di Palazzo Carafa in via San Biagio dei Librai oggi, con la copia in terracotta della protome al posto dell'originale. Foto Sailko, Wikimedia Commons, CC BY 3.0." class="wp-image-9122" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm2.jpg 1845w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm2-231x300.jpg 231w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm2-787x1024.jpg 787w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm2-768x999.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm2-1181x1536.jpg 1181w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm2-1574x2048.jpg 1574w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm2-415x540.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm2-650x846.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm2-250x325.jpg 250w" sizes="(max-width: 1845px) 100vw, 1845px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il cortile di Palazzo Carafa in via San Biagio dei Librai oggi, con la copia in terracotta della protome al posto dell&#8217;originale. Foto Sailko, Wikimedia Commons, CC BY 3.0.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Palazzo Diomede Carafa in via San Biagio dei Librai (Spaccanapoli): nel cortile una copia in terracotta; l&#8217;originale in bronzo, la Protome Carafa, è al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dove: Via San Biagio dei Librai 121, 80138 Napoli</p>



<h2 class="wp-block-heading">Opere e documenti</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1717" height="1682" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm0.jpg" alt="La Protome Carafa, la colossale testa di cavallo in bronzo attribuita a Donatello (1456) che Goethe vide nel cortile del palazzo; oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Foto Yair Haklai, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0." class="wp-image-9120" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm0.jpg 1717w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm0-300x294.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm0-1024x1003.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm0-768x752.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm0-1536x1505.jpg 1536w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm0-415x407.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm0-650x637.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm0-250x245.jpg 250w" sizes="(max-width: 1717px) 100vw, 1717px" /><figcaption class="wp-element-caption">La Protome Carafa, la colossale testa di cavallo in bronzo attribuita a Donatello (1456) che Goethe vide nel cortile del palazzo; oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Foto Yair Haklai, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="530" height="923" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm1.jpg" alt="Il cortile di Palazzo Diomede Carafa con la testa di cavallo, incisione pubblicata da Antonio Bulifon nel 1685. Pubblico dominio, Wikimedia Commons." class="wp-image-9121" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm1.jpg 530w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm1-172x300.jpg 172w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm1-415x723.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-wm1-250x435.jpg 250w" sizes="(max-width: 530px) 100vw, 530px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il cortile di Palazzo Diomede Carafa con la testa di cavallo, incisione pubblicata da Antonio Bulifon nel 1685. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ricostruzione AI</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1344" height="752" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-1787-ricostruzione-ai.jpg" alt="Il cortile di Palazzo Carafa di Colubrano il 7 marzo 1787, con la colossale testa di cavallo in bronzo sopra la fontana e la «danzatrice» sopra l'androne. Ricostruzione AI (SPUN, 2026)." class="wp-image-9062" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-1787-ricostruzione-ai.jpg 1344w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-1787-ricostruzione-ai-300x168.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-1787-ricostruzione-ai-1024x573.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-1787-ricostruzione-ai-768x430.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-1787-ricostruzione-ai-415x232.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-1787-ricostruzione-ai-650x364.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-palazzo-carafa-colubrano-1787-ricostruzione-ai-250x140.jpg 250w" sizes="(max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il cortile di Palazzo Carafa di Colubrano il 7 marzo 1787, con la colossale testa di cavallo in bronzo sopra la fontana e la «danzatrice» sopra l&#8217;androne. Ricostruzione AI (SPUN, 2026).</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">J.W. Goethe, Italienische Reise, testo originale tedesco (pubblico dominio).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Traduzione di Eugenio Zaniboni (J.W. Goethe, Viaggio in Italia, Firenze, Sansoni, 1924; pubblico dominio).</p>


<p>L'articolo <a href="https://goethe.reise/grandtour/napoli-palazzo-carafa-colubrano/">Palazzo Colubrano, la testa di cavallo</a> proviene da <a href="https://goethe.reise">Unreal Goethe</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La seconda salita al Vesuvio</title>
		<link>https://goethe.reise/grandtour/ercolano-vesuvio-seconda-salita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ercolano-vesuvio-seconda-salita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[spun]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 10:40:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con Tischbein, che del vulcano detesta l'informe: due guide li tirano su con una cinghia di cuoio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://goethe.reise/grandtour/ercolano-vesuvio-seconda-salita/">La seconda salita al Vesuvio</a> proviene da <a href="https://goethe.reise">Unreal Goethe</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con Tischbein, che del vulcano detesta l&#8217;informe: due guide li tirano su con una cinghia di cuoio. Goethe misura le pause tra un&#8217;esplosione e l&#8217;altra e corre con la guida più giovane sull&#8217;orlo del cratere; il tuono li sorprende e tornano giù coperti di cenere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Napoli, 6 marzo 1787</h2>



<div class="ug-audio" data-lang="it" data-voce="de-1787-03-06-neapel-0131" data-src=""><button type="button" class="ug-audio__play" aria-label="Ascolta la pagina del diario"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25b6.png" alt="▶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ascolta</button><audio class="ug-audio__player" preload="none"></audio></div>



<p class="wp-block-paragraph">Benché di mala voglia, il Tischbein, sempre buon compagno del resto, mi ha accompagnato oggi sul Vesuvio. Per un artista come lui, che non si occupa se non delle più belle forme, siano di uomini o di animali, e che umanizza, grazie al sentimento ed al gusto, perfino l&#8217;informe, come le rocce e i paesaggi, una così formidabile e confusa massa come quella del Vesuvio, che divora continuamente se stessa e indice guerra ad ogni sentimento di bellezza, deve sembrare qualche cosa di abominevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo partiti con due birocci, non bastandoci il coraggio di avventurarci da soli nel tumulto della città. Il cocchiere non finiva di gridare: largo, largo! per mettere in guardia e scansare gli asini, carichi di legna o di immondizie, i carretti in corsa, la gente curva sotto i pesi o che si trovava a passare pei fatti suoi, i bambini ed i vecchi; in modo da poter mantenere un buon trotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso attraverso gli ultimi sobborghi e le vigne aveva già in sé qualche cosa di plutonico; perché non essendo piovuto da parecchio, il fogliame degli alberi sempreverdi era tutto coperto d&#8217;un denso polverone color cenere, mentre i tetti, le sporgenze e tutto ciò che offriva una superficie piana, era ugualmente tinto di grigio, in modo che solo il cielo superbamente azzurro e il sole che già batteva con forza potevano attestarci che si camminava ancora tra i viventi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ai piedi della salita siamo stati accolti da due guide, una piuttosto anziana, l&#8217;altra un giovine, entrambi forti in gamba. Il primo rimorchiò me, il secondo il Tischbein; e su, per la montagna. Ho detto: ci rimorchiarono; infatti, queste guide si circondano la vita di una cinghia di cuoio, alla quale gli escursionisti si afferrano facendosi tirar su per la salita, e aiutandosi meglio ancora con un bastone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così raggiungemmo la cornice, sopra la quale sorge il cono, lasciando a nord le scorie del monte Somma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un colpo d&#8217;occhio a ponente, sopra tutta la regione, ci guarì, come un bagno salutare, di tutte le fatiche e di ogni travaglio durato; quindi girammo intorno al cono, che continuava a vaporare e a lanciar cenere e lapilli. Ogni qual volta lo spazio ci permetteva di rimanere a debita distanza, lo spettacolo era grandioso, emozionante. Da prima un potente boato, che echeggiava dal profondo della voragine, poi una pioggia di lapilli, grandi e piccoli, lanciati a migliaia nell&#8217;aria e commisti a cenere. La maggior parte di questi ricadeva nell&#8217;abisso; ma gli altri frammenti, lanciati più in là, precipitavano sugli orli del cratere, producendo un frastuono straordinario; piombavano prima i più pesanti, che rotolavano con un sordo muggito per i fianchi del cono; seguivano poi, crepitando, i più piccoli, e infine fioccava la cenere. Tutto questo succedeva a pause regolari, che potevamo calcolare benissimo, contando comodamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma lo spazio fra il Somma e il cono divenne a un tratto abbastanza stretto; alcuni lapilli cadevano già intorno a noi, rendendo poco piacevole il cammino. Il Tischbein a questo punto sentì ancor più viva la sua ripugnanza per il vulcano; questo mostro, non contento di essere brutto, minacciava anche di diventar pericoloso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma poiché anche l&#8217;imminenza di un pericolo ha qualche cosa di attraente ed eccita l&#8217;uomo a sfidarlo per un certo spirito di contraddizione, io pensai che, nell&#8217;intervallo di due eruzioni, doveva esser possibile raggiungere la sommità del cono, spingersi fino al cratere e ritornare sui nostri passi, sempre, dico, nello stesso intervallo. Mi consultai in proposito con le due guide, riparando al sicuro sotto la sporgenza d&#8217;una roccia del Somma, dove ci rifocillammo con le nostre provvigioni. Il più giovine si dichiarò pronto a tentar con me l&#8217;avventura; foderammo i nostri cappelli con fazzoletti di tela e di seta e ci tenemmo pronti; io, attaccato alla sua cintura, entrambi coi bastoni in mano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I lapilli crepitavano ancora intorno a noi e la cenere fioccava ancora, quando la mia robusta guida mi trascinò senz&#8217;altro sopra la frana rovente. Ci trovammo al cospetto di fauci enormi, il cui fumo ci era tenuto lontano da un vento leggero, mentre nel tempo stesso ci nascondeva l&#8217;interno della voragine, che sbuffava tutt&#8217;all&#8217;intorno per mille fessure. Durante un intervallo di questi vapori, potemmo scorgere qua e là nelle pareti della roccia alcuni crepacci. Lo spettacolo non era né istruttivo, né allegro; ma appunto perché non c&#8217;era nulla da vedere, aspettammo un poco, per vederne uscir qualche cosa. Ci eravamo dimenticati di contare tranquillamente, e ci trovammo a picco sull&#8217;orlo d&#8217;un abisso enorme. Improvvisamente echeggiò un boato e la scarica formidabile ci passò sopra la testa; ci curvammo involontariamente, come se questo ci potesse salvare dalla tempesta dei massi; le pietre più piccole cominciavano già a crepitare quando noi, senza riflettere che avevamo ancora un intervallo davanti a noi, contenti di aver superato il pericolo, arrivammo al piede del cono, mentre la cenere fioccava ancora, coi cappelli e con le spalle infarinate anzi che no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accolto dai rimproveri più affettuosi del Tischbein, dopo d&#8217;essermi un poco ristorato, potei dedicare speciale attenzione alle lave, antiche e recenti. La guida anziana sapeva indicarne le epoche esatte; le prime erano già ricoperte di cenere e liscie, le altre, specialmente quelle dal corso più lento, offrivano uno spettacolo singolare: infatti, trasportando esse nella loro marcia vorticosa per un certo tempo le masse indurite alla loro superficie, accade necessariamente che queste di quando in quando si arrestino; ma travolte poi di bel nuovo dal torrente di fuoco, affastellate l&#8217;una su l&#8217;altra, rimangono in ultimo irrigidite in creste dalle forme più strane, e ben più che, nel caso analogo, non si osservi nei banchi di ghiaccio accavallatisi l&#8217;un su l&#8217;altro. Fra tutta questa informe congerie di materiali fusi si trovano anche dei grossi blocchi, che, percossi, mostrano la scalfittura molto somigliante a una specie di roccia primitiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla via del ritorno a Napoli, ho osservato con curiosità certe casette a un solo piano, di costruzione strana, senza finestre, e con le stanze che ricevono luce soltanto dalla porta che dà sulla strada. Gli abitanti vi si piantano lì dalla mattina a notte fatta, finché in ultimo si ritirano a dormire in quelle loro spelonche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La città stessa, che durante la serata offre lo spettacolo di un subbuglio alquanto diverso dalle altre, mi ha fatto sorgere il desiderio di soggiornarvi qualche tempo, per abbozzare secondo le mie forze un quadro così pieno di vita. Ma temo che non mi riesca.</p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary>Testo originale tedesco · Neapel, den 6. März 1787.</summary><p>Obgleich ungern, doch aus treuer Geselligkeit, begleitete Tischbein mich heute auf den Vesuv. Ihm, dem bildenden Künstler, der sich nur immer mit den schönsten Menschen- und Tierformen beschäftigt, ja das Ungeformte selbst, Felsen und Landschaften, durch Sinn und Geschmack vermenschlicht, ihm wird eine solche furchtbare, ungestalte Aufhäufung, die sich immer wieder selbst verzehrt und allem Schönheitsgefühl den Krieg ankündigt, ganz abscheulich vorkommen.</p><p>Wir fuhren auf zwei Kalessen, weil wir uns als Selbstführer durch das Gewühl der Stadt nicht durchzuwinden getrauten. Der Fahrende schreit unaufhörlich: &#8220;Platz, Platz!&#8221;, damit Esel, Holz oder Kehricht Tragende, entgegenrollende Kalessen, lastschleppende oder frei wandelnde Menschen, Kinder und Greise sich vorsehen, ausweichen, ungehindert aber der scharfe Trab fortgesetzt werde.</p><p>Der Weg durch die äußersten Vorstädte und Gärten sollte schon auf etwas Plutonisches hindeuten. Denn da es lange nicht geregnet, waren von dickem, aschgrauem Staube die von Natur immergrünen Blätter überdeckt, alle Dächer, Gurtgesimse und was nur irgend eine Fläche bot, gleichfalls übergraut, so daß nur der herrliche blaue Himmel und die hereinscheinende mächtige Sonne ein Zeugnis gab, daß man unter den Lebendigen wandle.</p><p>Am Fuße des steilen Hanges empfingen uns zwei Führer, ein älterer und ein jüngerer, beides tüchtige Leute. Der erste schleppte mich, der zweite Tischbein den Berg hinauf. Sie schleppten, sage ich; denn ein solcher Führer umgürtet sich mit einem ledernen Riemen, in welchen der Reisende greift und, hinaufwärts gezogen, sich an einem Stabe auf seinen eigenen Füßen desto leichter emporhilft.</p><p>So erlangten wir die Fläche, über welcher sich der Kegelberg erhebt, gegen Norden die Trümmer der Somma.</p><p>Ein Blick westwärts über die Gegend nahm wie ein heilsames Bad alle Schmerzen der Anstrengung und alle Müdigkeit hinweg, und wir umkreisten nunmehr den immer qualmenden, Stein und Asche auswerfenden Kegelberg. Solange der Raum gestattete, in gehöriger Entfernung zu bleiben, war es ein großes, geisterhebendes Schauspiel. Erst ein gewaltsamer Donner, der aus dem tiefsten Schlunde hervortönte, sodann Steine, größere und kleinere, zu Tausenden in die Luft geschleudert, von Aschenwolken eingehüllt. Der größte Teil fiel in den Schlund zurück. Die andern, nach der Seite zu getriebenen Brocken, auf die Außenseite des Kegels niederfallend, machten ein wunderbares Geräusch: erst plumpten die schwereren und hupften mit dumpfem Getön an die Kegelseite hinab, die geringeren klapperten hinterdrein, und zuletzt rieselte die Asche nieder. Dieses alles geschah in regelmäßigen Pausen, die wir durch ein ruhiges Zählen sehr wohl abmessen konnten.</p><p>Zwischen der Somma und dem Kegelberge ward aber der Raum enge genug, schon fielen mehrere Steine um uns her und machten den Umgang unerfreulich. Tischbein fühlte sich nunmehr auf dem Berge noch verdrießlicher, da dieses Ungetüm, nicht zufrieden, häßlich zu sein, auch noch gefährlich werden wollte.</p><p>Wie aber durchaus eine gegenwärtige Gefahr etwas Reizendes hat und den Widerspruchsgeist im Menschen auffordert, ihr zu trotzen, so bedachte ich, daß es möglich sein müsse, in der Zwischenzeit von zwei Eruptionen den Kegelberg hinauf an den Schlund zu gelangen und auch in diesem Zeitraum den Rückweg zu gewinnen. Ich ratschlagte hierüber mit den Führern unter einem überhängenden Felsen der Somma, wo wir, in Sicherheit gelagert, uns an den mitgebrachten Vorräten erquickten. Der jüngere getraute sich, das Wagestück mit mir zu bestehen, unsere Hutköpfe fütterten wir mit leinenen und seidenen Tüchern, wir stellten uns bereit, die Stäbe in der Hand, ich seinen Gürtel fassend.</p><p>Noch klapperten die kleinen Steine um uns herum, noch rieselte die Asche, als der rüstige Jüngling mich schon über das glühende Gerölle hinaufriß. Hier standen wir an dem ungeheuren Rachen, dessen Rauch eine leise Luft von uns ablenkte, aber zugleich das Innere des Schlundes verhüllte, der ringsum aus tausend Ritzen dampfte. Durch einen Zwischenraum des Qualmes erblickte man hie und da geborstene Felsenwände. Der Anblick war weder unterrichtend noch erfreulich, aber eben deswegen, weil man nichts sah, verweilte man, um etwas herauszusehen. Das ruhige Zählen war versäumt, wir standen auf einem scharfen Rande vor dem ungeheuern Abgrund. Auf einmal erscholl der Donner, die furchtbare Ladung flog an uns vorbei, wir duckten uns unwillkürlich, als wenn uns das vor den niederstürzenden Massen gerettet hätte; die kleineren Steine klapperten schon, und wir, ohne zu bedenken, daß wir abermals eine Pause vor uns hatten, froh, die Gefahr überstanden zu haben, kamen mit der noch rieselnden Asche am Fuße des Kegels an, Hüte und Schultern genugsam eingeäschert.</p><p>Von Tischbein aufs freundlichste empfangen, gescholten und erquickt, konnte ich nun den älteren und neueren Laven eine besondere Aufmerksamkeit widmen. Der betagte Führer wußte genau die Jahrgänge zu bezeichnen. Ältere waren schon mit Asche bedeckt und ausgeglichen, neuere, besonders die langsam geflossenen, boten einen seltsamen Anblick; denn indem sie, fortschleichend, die auf ihrer Oberfläche erstarrten Massen eine Zeitlang mit sich hinschleppen, so muß es doch begegnen, daß diese von Zeit zu Zeit stocken, aber, von den Glutströmen noch fortbewegt, übereinander geschoben, wunderbar zackig erstarrt verharren, seltsamer als im ähnlichen Fall die übereinander getriebenen Eisschollen. Unter diesem geschmolzenen wüsten Wesen fanden sich auch große Blöcke, welche, angeschlagen, auf dem frischen Bruch einer Urgebirgsart völlig ähnlich sehen. Die Führer behaupteten, es seien alte Laven des tiefsten Grundes, welche der Berg manchmal auswerfe.</p><p>Auf unserer Rückkehr nach Neapel wurden mir kleine Häuser merkwürdig, einstöckig, sonderbar gebaut, ohne Fenster, die Zimmer nur durch die auf die Straße gehende Türe erleuchtet. Von früher Tageszeit bis in die Nacht sitzen die Bewohner davor, da sie sich denn zuletzt in ihre Höhlen zurückziehen.</p><p>Die auf eine etwas verschiedene Weise am Abend tumultuierende Stadt entlockte mir den Wunsch, einige Zeit hier verweilen zu können, um das bewegliche Bild nach Kräften zu entwerfen. Es wird mir nicht so wohl werden.</p></details>



<h2 class="wp-block-heading">Oggi</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="2400" height="998" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm2.jpg" alt="Il cratere del Gran Cono del Vesuvio oggi, dal sentiero dell'orlo. Foto Horcrux, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0." class="wp-image-9100" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm2.jpg 2400w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm2-300x125.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm2-1024x426.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm2-768x319.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm2-1536x639.jpg 1536w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm2-2048x852.jpg 2048w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm2-415x173.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm2-650x270.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm2-250x104.jpg 250w" sizes="(max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il cratere del Gran Cono del Vesuvio oggi, dal sentiero dell&#8217;orlo. Foto Horcrux, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gran Cono del Vesuvio; la piana ai piedi del cono, tra le rovine del Somma, è l&#8217;Atrio del Cavallo (probabile).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dove: Gran Cono del Vesuvio, Parco Nazionale del Vesuvio, Ercolano (NA)</p>



<h2 class="wp-block-heading">Opere e documenti</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1260" height="679" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/04/fabbriscratere.jpg" alt="Pietro Fabris, il cratere del Vesuvio, dai Campi Phlegraei di William Hamilton, 1776. Raccolta SPUN." class="wp-image-8459" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/04/fabbriscratere.jpg 1260w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/04/fabbriscratere-300x162.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/04/fabbriscratere-1024x552.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/04/fabbriscratere-768x414.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/04/fabbriscratere-415x224.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/04/fabbriscratere-650x350.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/04/fabbriscratere-250x135.jpg 250w" sizes="(max-width: 1260px) 100vw, 1260px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pietro Fabris, il cratere del Vesuvio, dai Campi Phlegraei di William Hamilton, 1776. Raccolta SPUN.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="2218" height="1413" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm0.jpg" alt="Pietro Fabris, il cono del Vesuvio in eruzione, tavola X dei Campi Phlegraei di William Hamilton, 1776. Pubblico dominio, Wikimedia Commons." class="wp-image-9099" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm0.jpg 2218w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm0-300x191.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm0-1024x652.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm0-768x489.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm0-1536x979.jpg 1536w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm0-2048x1305.jpg 2048w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm0-415x264.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm0-650x414.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-wm0-250x159.jpg 250w" sizes="(max-width: 2218px) 100vw, 2218px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pietro Fabris, il cono del Vesuvio in eruzione, tavola X dei Campi Phlegraei di William Hamilton, 1776. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ricostruzione AI</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1344" height="752" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-1787-ricostruzione-ai.jpg" alt="La seconda salita al Vesuvio, 6 marzo 1787: le guide tirano su i viaggiatori con una cinghia di cuoio, mentre il cratere scaglia pietre e cenere. Ricostruzione AI (SPUN, 2026)." class="wp-image-9060" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-1787-ricostruzione-ai.jpg 1344w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-1787-ricostruzione-ai-300x168.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-1787-ricostruzione-ai-1024x573.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-1787-ricostruzione-ai-768x430.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-1787-ricostruzione-ai-415x232.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-1787-ricostruzione-ai-650x364.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/ercolano-vesuvio-seconda-salita-1787-ricostruzione-ai-250x140.jpg 250w" sizes="(max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /><figcaption class="wp-element-caption">La seconda salita al Vesuvio, 6 marzo 1787: le guide tirano su i viaggiatori con una cinghia di cuoio, mentre il cratere scaglia pietre e cenere. Ricostruzione AI (SPUN, 2026).</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Approfondimenti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://goethe.reise/?p=8357">La prima salita al Vesuvio</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">J.W. Goethe, Italienische Reise, testo originale tedesco (pubblico dominio).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Traduzione di Eugenio Zaniboni (J.W. Goethe, Viaggio in Italia, Firenze, Sansoni, 1924; pubblico dominio).</p>


<p>L'articolo <a href="https://goethe.reise/grandtour/ercolano-vesuvio-seconda-salita/">La seconda salita al Vesuvio</a> proviene da <a href="https://goethe.reise">Unreal Goethe</a>.</p>
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		<item>
		<title>I Campi Flegrei</title>
		<link>https://goethe.reise/grandtour/pozzuoli-campi-flegrei/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pozzuoli-campi-flegrei</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[spun]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 10:40:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Invece del Vesuvio, una gita in barca a Pozzuoli con il principe di Waldeck: «sotto il cielo più puro il suolo più insicuro».</p>
<p>L'articolo <a href="https://goethe.reise/grandtour/pozzuoli-campi-flegrei/">I Campi Flegrei</a> proviene da <a href="https://goethe.reise">Unreal Goethe</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Invece del Vesuvio, una gita in barca a Pozzuoli con il principe di Waldeck: «sotto il cielo più puro il suolo più insicuro». Acque bollenti, grotte che esalano zolfo, colline di scorie e una vegetazione che riconquista tutto, fino al querceto sulle pareti di un antico cratere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Napoli, 1 marzo 1787</h2>



<div class="ug-audio" data-lang="it" data-voce="de-1787-03-01-neapel-0126" data-src=""><button type="button" class="ug-audio__play" aria-label="Ascolta la pagina del diario"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25b6.png" alt="▶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ascolta</button><audio class="ug-audio__player" preload="none"></audio></div>



<p class="wp-block-paragraph">A Roma il mio umore lunatico di anacoreta si era dovuto rassegnare, più che non desiderassi, a qualche po&#8217; di vita mondana. Certo, sarebbe un&#8217;impresa curiosa l&#8217;andar girando il mondo per restare solo soletto. Così non ho potuto resistere nemmeno al principe di Waldeck, che mi aveva invitato nella forma più cortese e che mi ha procurato il piacere di conoscere, grazie al suo grado e alle sue aderenze, parecchie cose buone. Eravamo appena arrivati in Napoli, dov&#8217;egli soggiorna da qualche tempo, quando ci pervenne l&#8217;invito a fare una gita con lui a Pozzuoli e nei dintorni. Proprio oggi, io avevo pensato al Vesuvio; ma il Tischbein ora mi costringe a quest&#8217;altra escursione, che, già piacevole per sé, ci promette anche non poco profitto, dato il tempo splendido e la compagnia d&#8217;un gran signore così compito e così colto. A Roma abbiamo già fatta la conoscenza d&#8217;una bella signora e di suo marito; anch&#8217;essa, inseparabile dal principe, sembra debba essere della brigata. Tutto promette una piacevolissima giornata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Del resto io sono abbastanza noto a questa aristocratica compagnia per un incontro precedente. Il principe, in occasione della nostra prima conoscenza, mi domandava infatti di che cosa allora io mi occupassi. La mia Ifigenia mi stava talmente a cuore, che una sera ne potei fare un riassunto abbastanza preciso. Tutti approvarono; ma credo d&#8217;essermi accorto che da me si aspettavano qualche cosa di più vivo e di più forte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe difficile dar conto d&#8217;una giornata come questa. Chi non sa che la lettura frettolosa d&#8217;un libro, il quale ci abbia trascinati irresistibilmente, ha esercitato la più grande influenza su tutta la nostra vita e ha prodotto subito un effetto, al quale una seconda lettura o una più matura riflessione non han potuto più tardi aggiungere che poco? Questo mi è accaduto una volta con la «Sakontala». E non ci accade forse lo stesso con gli uomini di valore? Una gita in barca fino a Pozzuoli, delle piccole escursioni in carrozza, allegre scampagnate attraverso la regione più meravigliosa del mondo. Sotto il cielo più puro, il terreno più infido. Rovine d&#8217;un&#8217;opulenza appena credibile, tristi, maledette. Acque bollenti, zolfo, grotte esalanti vapori, montagne di scoria ribelli a ogni vegetazione, lande deserte e malinconiche, ma alla fine una vegetazione lussureggiante, che s&#8217;insinua da per tutto dove appena è possibile, che si solleva sopra tutte le cose morte in riva ai laghi e ai ruscelli e arriva fino a conquistare la più superba selva di querce sulle pareti d&#8217;un cratere spento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così siamo continuamente palleggiati fra le vicende della natura e della storia. Si vorrebbe meditare, ma non ci sentiamo capaci. Intanto chi vive continua a vivere allegramente e noi stessi non abbiamo mancato di confermarlo. Uomini di cultura, di mondo e di vita, ma non insensibili agli ammonimenti d&#8217;un destino superiore, inclinati alla riflessione. Veduta senza confini sulla terra, sul mare, sul cielo, richiamata alla realtà dalla presenza d&#8217;una donna giovine e simpatica, abituata e non indifferente agli omaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma fra tanta ebbrezza non ho mancato di fare alcune osservazioni. Per trascriverle ordinatamente in seguito mi saranno di ottimo aiuto la carta topografica di cui mi son servito sul posto e un rapido schizzo del Tischbein; oggi non mi è possibile di aggiungere la più piccola notizia.</p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary>Testo originale tedesco · Neapel, den 1. März.</summary><p>Schon in Rom hatte man meinem eigensinnigen Einsiedlersinne, mehr als mir lieb war, eine gesellige Seite abgewonnen. Freilich scheint es ein wunderlich Beginnen, daß man in die Welt geht, um allein bleiben zu wollen. So hatte ich denn auch dem Fürsten von Waldeck nicht widerstehen können, der mich aufs freundlichste einlud und durch Rang und Einfluß mir Teilnahme an manchem Guten verschaffte. Kaum waren wir in Neapel angekommen, wo er sich schon eine Zeitlang aufhielt, als er uns einladen ließ, mit ihm eine Fahrt nach Pozzuoli und der anliegenden Gegend zu machen. Ich dachte heute schon auf den Vesuv, Tischbein aber nötigt mich zu jener Fahrt, die, an und für sich angenehm, bei dem schönsten Wetter in Gesellschaft eines so vollkommenen und unterrichteten Fürsten sehr viel Freude und Nutzen verspricht. Auch haben wir schon in Rom eine schöne Dame gesehen, nebst ihrem Gemahl von dem Fürsten unzertrennlich; diese soll gleichfalls von der Partie sein, und man hofft alles Erfreuliche.</p><p>Auch bin ich dieser edlen Gesellschaft durch frühere Unterhaltung genauer bekannt. Der Fürst nämlich fragte bei unserer ersten Bekanntschaft, womit ich mich jetzt beschäftige, und meine &#8220;Iphigenia&#8221; war mir so gegenwärtig, daß ich sie einen Abend umständlich genug erzählen konnte. Man ging drauf ein; aber ich glaubte doch zu merken, daß man etwas Lebhafteres, Wilderes von mir erwartet hatte.</p><p>Abends.</p><p>Von dem heutigen Tage wäre schwerlich Rechenschaft zu geben. Wer hat es nicht erfahren, daß die flüchtige Lesung eines Buchs, das ihn unwiderstehlich fortriß, auf sein ganzes Leben den größten Einfluß hatte und schon die Wirkung entschied, zu der Wiederlesen und ernstliches Betrachten kaum in der Folge mehr hinzutun konnte. So ging es mir einst mit &#8220;Sakontala&#8221;, und geht es uns mit bedeutenden Menschen nicht gleicherweise? Eine Wasserfahrt bis Pozzuoli, leichte Landfahrten, heitere Spaziergänge durch die wundersamste Gegend von der Welt. Unterm reinsten Himmel der unsicherste Boden. Trümmern undenkbarer Wohlhäbigkeit, zerlästert und unerfreulich. Siedende Wasser, Schwefel aushauchende Grüfte, dem Pflanzenleben widerstrebende Schlackenberge, kahle, widerliche Räume und dann doch zuletzt eine immer üppige Vegetation, eingreifend, wo sie nur irgend vermag, sich über alles Ertötete erhebend, um Landseen und Bäche umher, ja, den herrlichsten Eichwald an den Wänden eines alten Kraters behauptend.</p><p>Und so wird man zwischen Natur- und Völkerereignissen hin und wider getrieben. Man wünscht zu denken und fühlt sich dazu zu ungeschickt. Indessen lebt der Lebendige lustig fort, woran wir es denn auch nicht fehlen ließen. Gebildete Personen, der Welt und ihrem Wesen angehörend, aber auch, durch ernstes Geschick gewarnt, zu Betrachtungen aufgelegt. Unbegrenzter Blick über Land, Meer und Himmel, zurückgerufen in die Nähe einer liebenswürdigen jungen Dame, Huldigung anzunehmen gewohnt und geneigt.</p><p>Unter allem diesem Taumel jedoch verfehlt&#8217; ich nicht, manches anzumerken. Zu künftiger Redaktion wird die an Ort und Stelle benutzte Karte und eine flüchtige Zeichnung von Tischbein die beste Hülfe geben; heute ist mir nicht möglich, auch nur das mindeste hinzuzufügen.</p></details>



<h2 class="wp-block-heading">Oggi</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="5606" height="3741" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/solfatara-pozzuoli-oggi.jpg" alt="Le fumarole della Solfatara di Pozzuoli. Foto di Norbert Nagel, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0." class="wp-image-8870" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/solfatara-pozzuoli-oggi.jpg 5606w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/solfatara-pozzuoli-oggi-300x200.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/solfatara-pozzuoli-oggi-1024x683.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/solfatara-pozzuoli-oggi-768x513.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/solfatara-pozzuoli-oggi-1536x1025.jpg 1536w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/solfatara-pozzuoli-oggi-2048x1367.jpg 2048w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/solfatara-pozzuoli-oggi-415x277.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/solfatara-pozzuoli-oggi-650x434.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/solfatara-pozzuoli-oggi-250x167.jpg 250w" sizes="(max-width: 5606px) 100vw, 5606px" /><figcaption class="wp-element-caption">Le fumarole della Solfatara di Pozzuoli. Foto di Norbert Nagel, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Luoghi riconoscibili: il porto di Pozzuoli, la Solfatara, i laghi d&#8217;Averno e Lucrino, il cratere degli Astroni (identificazioni probabili).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dove: Solfatara, Via Solfatara 161, 80078 Pozzuoli (NA)</p>



<h2 class="wp-block-heading">Opere e documenti</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="3614" height="1937" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/campi-flegrei-lago-agnano-fabris-1776.jpg" alt="Il lago d'Agnano nei Campi Flegrei, acquaforte colorata di Pietro Fabris per i «Campi Phlegraei» di William Hamilton, 1776. Wellcome Collection, CC BY 4.0." class="wp-image-8869" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/campi-flegrei-lago-agnano-fabris-1776.jpg 3614w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/campi-flegrei-lago-agnano-fabris-1776-300x161.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/campi-flegrei-lago-agnano-fabris-1776-1024x549.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/campi-flegrei-lago-agnano-fabris-1776-768x412.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/campi-flegrei-lago-agnano-fabris-1776-1536x823.jpg 1536w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/campi-flegrei-lago-agnano-fabris-1776-2048x1098.jpg 2048w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/campi-flegrei-lago-agnano-fabris-1776-415x222.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/campi-flegrei-lago-agnano-fabris-1776-650x348.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/campi-flegrei-lago-agnano-fabris-1776-250x134.jpg 250w" sizes="(max-width: 3614px) 100vw, 3614px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il lago d&#8217;Agnano nei Campi Flegrei, acquaforte colorata di Pietro Fabris per i «Campi Phlegraei» di William Hamilton, 1776. Wellcome Collection, CC BY 4.0.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ricostruzione AI</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1344" height="752" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pozzuoli-1787-campi-flegrei-ricostruzione-ai.jpg" alt="I Campi Flegrei con il principe di Waldeck, 1 marzo 1787, ricostruzione AI (SPUN, 2026)." class="wp-image-8875" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pozzuoli-1787-campi-flegrei-ricostruzione-ai.jpg 1344w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pozzuoli-1787-campi-flegrei-ricostruzione-ai-300x168.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pozzuoli-1787-campi-flegrei-ricostruzione-ai-1024x573.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pozzuoli-1787-campi-flegrei-ricostruzione-ai-768x430.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pozzuoli-1787-campi-flegrei-ricostruzione-ai-415x232.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pozzuoli-1787-campi-flegrei-ricostruzione-ai-650x364.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pozzuoli-1787-campi-flegrei-ricostruzione-ai-250x140.jpg 250w" sizes="(max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /><figcaption class="wp-element-caption">I Campi Flegrei con il principe di Waldeck, 1 marzo 1787, ricostruzione AI (SPUN, 2026).</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">J.W. Goethe, Italienische Reise, testo originale tedesco (pubblico dominio).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Traduzione di Eugenio Zaniboni (J.W. Goethe, Viaggio in Italia, Firenze, Sansoni, 1924; pubblico dominio).</p>


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			</item>
		<item>
		<title>La Locanda Moriconi</title>
		<link>https://goethe.reise/grandtour/napoli-locanda-moriconi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=napoli-locanda-moriconi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[spun]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 10:40:15 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://goethe.reise/?post_type=museum&#038;p=8577</guid>

					<description><![CDATA[<p>«Alla Locanda del Sgr. Moriconi al Largo del Castello»: il primo indirizzo napoletano di Goethe.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">«Alla Locanda del Sgr. Moriconi al Largo del Castello»: il primo indirizzo napoletano di Goethe. Un salone d&#8217;angolo con arabeschi pompeiani e nessun camino, un braciere e una cappa da marinaio che fa ridere Tischbein. A fine maggio, dallo stesso largo, Goethe arreda la stanza di Kniep e con lui brinda al futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Napoli, 26 febbraio 1787</h2>



<div class="ug-audio" data-lang="it" data-voce="de-1787-02-26-neapel-0123" data-src=""><button type="button" class="ug-audio__play" aria-label="Ascolta la pagina del diario"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25b6.png" alt="▶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ascolta</button><audio class="ug-audio__player" preload="none"></audio></div>



<p class="wp-block-paragraph">«Alla locanda del Sgr. Moriconi al Largo del Castello». Con questo indirizzo altrettanto giocondo che rimbombante ci potrebbero arrivare lettere da tutte le quattro parti del mondo. Nel rione del grande castello in vicinanza del mare si apre un vasto piazzale, che tuttavia, benché sia chiuso ai quattro lati da case, non è detto piazza, ma largo; probabilmente da tempo remoto, quando esso era ancora aperta campagna. Ad uno dei lati di questo largo, sporge un casamento ad angolo. Qui prendemmo possesso di una spaziosa sala proprio all&#8217;angolo, che offre una veduta libera e lieta sopra il piazzale sempre in movimento. Un balcone di ferro gira davanti a parecchie finestre e svolta anche intorno all&#8217;angolo. Non si vorrebbe staccarsene mai, se il vento tagliente non si facesse troppo sentire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sala ha una decorazione gaia, specie la vôlta, i cui molti arabeschi in altrettanti cassetti preannunziano già la vicinanza di Pompei e di Ercolano. Tutto questo starebbe benissimo; ma non si vede né un caminetto né un braciere, mentre il febbraio fa sentir le sue ragioni anche in questo paese; io non vedevo l&#8217;ora di potermi un po&#8217; riscaldare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi portarono un mobile a tre piedi, abbastanza alto per potervi tenere sopra comodamente le mani. Sul treppiedi era fissata una bacinella sparsa, piena di braci minute, che ardevano, accuratamente nascoste sotto la cenere. Tutto sta nell&#8217;adattarsi alla vita casalinga; e questo lo abbiamo imparato già a Roma. Con l&#8217;anello di una chiave di quando in quando si toglie via delicatamente la cenere di sopra le braci, in modo che queste rimangano sempre un poco a contatto dell&#8217;aria. Se si volesse invece ravvivare impazientemente una vampata, si sentirebbe sì, per un momento, maggior caldo, ma tutta la fiamma si consumerebbe presto e bisognerebbe far riempire di nuovo la bacinella, dietro compenso d&#8217;una piccola moneta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io non mi sentivo perfettamente bene e avrei desiderato certo qualche comodità di più. Una stuoia vegetale serviva a proteggerci dalle conseguenze del pavimento di mattoni; e poiché qui non si conoscono pellicce, mi son deciso a indossare un cappotto da marinaio, che avevamo portato con noi per burla, ma che mi ha reso buoni servizi, specialmente dopo di essermelo legato intorno alla vita mediante un cordone della valigia. Non potei a meno di trovar molto comica la mia figura, un quid medium fra il marinaio e il padre cappuccino. Il Tischbein, nel rincasare dopo certe sue visite ad amici, non seppe trattenersi dal ridere.</p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary>Testo originale tedesco · Neapel, Montag, den 26. Februar.</summary><p>&#8220;Alla Locanda del Sgr. Moriconi al Largo del Castello&#8221;. Unter dieser ebenso heiter als prächtig klingenden Aufschrift würden uns Briefe aus allen vier Teilen der Welt nunmehr auffinden. In der Gegend des am Meere liegenden großen Kastells erstreckt sich eine große Weitung, die man, obgleich von allen vier Seiten mit Häusern umgeben, nicht Platz, sondern Weite (largo) genannt hat, wahrscheinlicherweise von den ersten Zeiten her, da dieses noch ein unbegrenztes Feld war. Hier nun tritt an der einen Seite ein großes Eckhaus herein, und wir faßten Fuß in einem geräumigen Ecksaale, der einen freien und frohen Überblick über die immer bewegte Fläche gewährt. Ein eiserner Balkon zieht sich außen an mehrern Fenstern vorbei, selbst um die Ecke hin. Man würde davon nicht wegkommen, wenn der scharfe Wind nicht äußerst fühlbar wäre.</p><p>Der Saal ist munter dekoriert, besonders aber die Decke, deren Arabesken in hundert Abteilungen schon die Nähe von Pompeji und Herculanum verkünden. Das wäre nun alles schön und gut, aber keine Feuerstätte, kein Kamin ist zu bemerken, und der Februar übt denn doch auch hier seine Rechte. Ich sehnte mich nach einiger Erwärmung.</p><p>Man brachte mir einen Dreifuß, von der Erde dergestalt erhöht, daß man die Hände bequem drüber halten konnte. Auf demselben war ein flaches Becken befestigt, dieses enthielt ganz zarte glühende Kohlen, gar glatt mit Asche bedeckt. Hier gilt es nun haushältig sein, wie wir es in Rom schon gelernt. Mit dem Ohr eines Schlüssels zieht man von Zeit zu Zeit die oberflächliche Asche behutsam weg, so daß von den Kohlen wieder etwas an die freie Luft gelange. Wollte man jedoch ungeduldig die Glut aufwühlen, so würde man einen Augenblick größere Wärme spüren, aber sehr bald die ganze Glut erschöpft haben, da denn das Becken abermals gegen Erlegung einer gewissen Summe zu füllen wäre.</p><p>Ich befand mich nicht ganz wohl und hätte freilich mehr Bequemlichkeit gewünscht. Eine Schilfmatte diente gegen die Einflüsse des Estrichs; Pelze sind nicht gewöhnlich, und ich entschloß mich, eine Schifferkutte, die wir aus Scherz mitgenommen hatten, anzuziehen, die mir gute Dienste leistete, besonders nachdem ich sie mit einem Kofferstrick um den Leib befestigt hatte, da ich mir denn als Mittelding zwischen Matrosen und Kapuziner sehr komisch vorkommen mußte. Tischbein, der von Besuchen bei Freunden zurückkehrte, konnte sich des Lachens nicht enthalten.</p></details>



<h2 class="wp-block-heading">Napoli, 31 maggio 1787</h2>



<div class="ug-audio" data-lang="it" data-voce="de-1787-05-31-neapel-0216" data-src=""><button type="button" class="ug-audio__play" aria-label="Ascolta la pagina del diario"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25b6.png" alt="▶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ascolta</button><audio class="ug-audio__player" preload="none"></audio></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ero ormai così assorbito dal pensiero di assistere a Roma alla festa del Corpus Domini e di vedere in quest&#8217;occasione gli arazzi eseguiti su disegni di Raffaello, che non mi son lasciato fuorviare dalle grandi bellezze naturali di Napoli, per quanto non sian comparabili con altre del mondo; e ho continuato ostinatamente i preparativi della partenza. Il passaporto era stato ordinato, e un vetturino mi aveva già data la caparra: perché qui, al contrario che da noi, si usa così per maggior garanzia del viaggiatore. Intanto il Kniep era in faccende per trasferirsi nel suo nuovo alloggio, molto migliore del precedente sia per ampiezza che per posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di passare alla nuova abitazione, l&#8217;amico mio mi aveva fatto capire più volte che gli sarebbe spiaciuto, e in certo modo gli sembrava anche sconveniente, occupare la casa nuova senza portarvi proprio nulla: un letto soltanto sarebbe bastato ad incutere nei padroni di casa un certo rispetto. Passando oggi per quegli interminabili vicoli di robivecchi intorno al Largo del Castello, ho visto un paio di spalliere di un letto in ferro inverniciato di bronzo, che mi affrettai a comperare e ad offrire in regalo all&#8217;amico, quale base futura d&#8217;un talamo sicuro e tranquillo. Uno di quei facchini che son sempre lì a disposizione di tutti, ha portato i due letti con le rispettive tavole nel nuovo alloggio, la quale attenzione ha fatto tanto piacere al Kniep che volle andar subito a stabilirsi lì, procurandosi senz&#8217;altro tavolette per disegnare e tutto l&#8217;occorrente per l&#8217;arte sua. Secondo i nostri accordi, gli ho ceduto una porzione degli schizzi eseguiti in Sicilia.</p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary>Testo originale tedesco · Neapel, Donnerstag, den 31. Mai 1787.</summary><p>Ich hatte das römische Fronleichnamfest und dabei besonders die nach Raffael gewirkten Teppiche so fest in den Sinn gefaßt, daß ich mich alle diese herrlichen Naturerscheinungen, ob sie schon in der Welt ihresgleichen nicht haben können, keineswegs irren ließ, sondern die Anstalten zur Reise hartnäckig fortsetzte. Ein Paß war bestellt, ein Vetturin hatte mir den Mietpfennig gegeben; denn es geschieht dort zur Sicherheit der Reisenden umgekehrt als bei, uns. Kniep war beschäftigt, sein neues Quartier zu beziehen, an Raum und Lage viel besser als das vorige.</p><p>Schon früher, als diese Veränderung im Werke war, hatte mir der Freund einigemal zu bedenken gegeben, es sei doch unangenehm und gewissermaßen unanständig, wenn man in ein Haus ziehe und gar nichts mitbringe; selbst ein Bettgestell flöße den Wirtsleuten schon einigen Respekt ein. Als wir nun heute durch den unendlichen Trödel der Kastellweitung hindurchgingen, sah ich so ein paar eiserne Gestelle, bronzeartig angestrichen, welche ich sogleich feilschte und meinem Freund als künftigen Grund zu einer ruhigen und soliden Schlafstätte verehrte. Einer der allezeit fertigen Träger brachte sie nebst den erforderlichen Brettern in das neue Quartier, welche Anstalt Kniepen so sehr freute, daß er sogleich von mir weg und hier einzuziehen gedachte, große Reißbretter, Papier und alles Nötige schnell anzuschaffen besorgt war. Einen Teil der Konturen, in beiden Sizilien gezogen, übergab ich ihm nach unserer Verabredung.</p></details>



<h2 class="wp-block-heading">Napoli, 2 giugno 1787</h2>



<div class="ug-audio" data-lang="it" data-voce="de-1787-06-02-neapel-0218" data-src=""><button type="button" class="ug-audio__play" aria-label="Ascolta la pagina del diario"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25b6.png" alt="▶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ascolta</button><audio class="ug-audio__player" preload="none"></audio></div>



<p class="wp-block-paragraph">Invece di rincasare, mi avviai al molo, per ammirare il grandioso spettacolo sopra un altro sfondo; ma, o fosse la stanchezza dopo una giornata così laboriosa o la sensazione di non dover cancellare l&#8217;ultimo quadro così bello, fatto è che ritornai all&#8217;albergo, dove trovai anche il Kniep, venuto dal suo nuovo quartierino a farmi una visita. Facemmo venire una bottiglia di vino e parlammo dei nostri rapporti per l&#8217;avvenire: io gli promisi che avrei fatto conoscere in Germania qualche suo lavoro e subito dopo lo avrei senz&#8217;altro raccomandato all&#8217;ottimo duca Ernesto di Gotha, ciò che gli avrebbe procurato delle commissioni. Così ci lasciammo di buon animo, con la sicura prospettiva d&#8217;una scambievole e benefica attività.</p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary>Testo originale tedesco · Neapel, Sonnabend, den 2. Juni 1787.</summary><p>Anstatt nach Hause zu gehen, richtete ich meine Schritte nach dem Molo, um das große Schauspiel mit einem andern Vordergrund zu sehen; aber ich weiß nicht, ob die Ermüdung nach einem so reichen Tage oder ein Gefühl, daß man das letzte, schöne Bild nicht verwischen müsse, mich wieder nach Moriconi zurückzog, wo ich denn auch Kniepen fand, der aus seinem neu bezognen Quartier mir einen Abendbesuch abstattete. Bei einer Flasche Wein besprachen wir unsere künftigen Verhältnisse; ich konnte ihm zusagen, daß er, sobald ich etwas von seinen Arbeiten in Deutschland vorzeigen könne, gewiß dem trefflichen Herzog Ernst von Gotha empfohlen sein und von dort Bestellungen erhalten würde. Und so schieden wir mit herzlicher Freude, mit sicherer Aussicht künftiger wechselseitig wirkender Tätigkeit.</p></details>



<h2 class="wp-block-heading">Oggi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Largo del Castello è l&#8217;odierna Piazza Municipio, davanti a Castel Nuovo. L&#8217;isolato della locanda fu demolito con il Risanamento; oggi il punto è all&#8217;ingresso della Galleria Umberto I.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dove: Piazza Municipio, 80133 Napoli</p>



<h2 class="wp-block-heading">Opere e documenti</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="571" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-largo-di-castello-joli-1764.jpg" alt="Il Largo di Castello, oggi piazza Municipio, in un dipinto di Antonio Joli del 1764. Pubblico dominio, Wikimedia Commons." class="wp-image-8866" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-largo-di-castello-joli-1764.jpg 960w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-largo-di-castello-joli-1764-300x178.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-largo-di-castello-joli-1764-768x457.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-largo-di-castello-joli-1764-415x247.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-largo-di-castello-joli-1764-650x387.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-largo-di-castello-joli-1764-250x149.jpg 250w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il Largo di Castello, oggi piazza Municipio, in un dipinto di Antonio Joli del 1764. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ricostruzione AI</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1344" height="752" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-1787-locanda-moriconi-ricostruzione-ai.jpg" alt="La stanza d'angolo alla locanda Moriconi, 26 febbraio 1787, ricostruzione AI (SPUN, 2026)." class="wp-image-8873" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-1787-locanda-moriconi-ricostruzione-ai.jpg 1344w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-1787-locanda-moriconi-ricostruzione-ai-300x168.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-1787-locanda-moriconi-ricostruzione-ai-1024x573.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-1787-locanda-moriconi-ricostruzione-ai-768x430.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-1787-locanda-moriconi-ricostruzione-ai-415x232.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-1787-locanda-moriconi-ricostruzione-ai-650x364.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/napoli-1787-locanda-moriconi-ricostruzione-ai-250x140.jpg 250w" sizes="(max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /><figcaption class="wp-element-caption">La stanza d&#8217;angolo alla locanda Moriconi, 26 febbraio 1787, ricostruzione AI (SPUN, 2026).</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Video</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Approfondimenti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://goethe.reise/?p=8332">Goethe arriva a Napoli</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">J.W. Goethe, Italienische Reise, testo originale tedesco (pubblico dominio).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Traduzione di Eugenio Zaniboni (J.W. Goethe, Viaggio in Italia, Firenze, Sansoni, 1924; pubblico dominio).</p>


<p>L'articolo <a href="https://goethe.reise/grandtour/napoli-locanda-moriconi/">La Locanda Moriconi</a> proviene da <a href="https://goethe.reise">Unreal Goethe</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pompei, la città mummificata</title>
		<link>https://goethe.reise/grandtour/pompei-scavi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pompei-scavi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[spun]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 10:14:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con Tischbein a Pompei: vie diritte, case senza finestre, edifici pubblici che sembrano modellini, ma pareti dipinte con un gusto che è di un popolo intero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://goethe.reise/grandtour/pompei-scavi/">Pompei, la città mummificata</a> proviene da <a href="https://goethe.reise">Unreal Goethe</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con Tischbein a Pompei: vie diritte, case senza finestre, edifici pubblici che sembrano modellini, ma pareti dipinte con un gusto che è di un popolo intero. Goethe ragiona sulla cenere caduta come una nuvola; e due giorni dopo scrive: «Molte sciagure sono accadute nel mondo, ma poche che abbiano dato tanta gioia ai posteri».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Napoli, 11 marzo 1787</h2>



<div class="ug-audio" data-lang="it" data-voce="de-1787-03-11-neapel-0135" data-src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/de-1787-03-11-neapel-0135-it.mp3"><button type="button" class="ug-audio__play" aria-label="Ascolta la pagina del diario"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25b6.png" alt="▶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ascolta</button><audio class="ug-audio__player" preload="none"></audio></div>



<p class="wp-block-paragraph">Poiché il mio soggiorno a Napoli non può durare a lungo, comincio le mie escursioni dai punti più lontani; ché i più vicini si offrono da sé; sono andato col Tischbein a Pompei; e abbiamo veduto, a destra e a sinistra, quei deliziosi panorami che, a noi ben noti per tante riproduzioni, ci si presentavano ora, nell&#8217;assieme, in tutto il loro splendore. Pompei è la sorpresa di tutti i visitatori, per la modesta piccolezza delle sue proporzioni. Vie strette, per quanto diritte e fornite ai lati di marciapiedi; case piccole senza finestre, stanze attigue ai cortili e ai loggiati, non rischiarate che dalla porta. Perfino le opere pubbliche, come la banca all&#8217;ingresso della città, il tempio, ed anche una villa in quei pressi, somigliano più a modellini e a vetrine di bambole che ad edifici. Ma queste stanze, questi corridoi, questi loggiati sono dipinti nel modo più gaio; le pareti, a tinta uniforme, con nel centro un quadro in tutto punto, ora quasi sempre deteriorato, hanno ai lati e agli angoli leggeri arabeschi di grande gusto, che qua e là s&#8217;intrecciano anche con graziose figurine di bambini e di ninfe, mentre più in là, da grandi viluppi di fiori, scappano figure d&#8217;animali domestici e feroci. Così lo stato attuale di completa devastazione d&#8217;una città, prima sepolta sotto una pioggia di cenere e di pietre, poi messa a sacco dagli scavi, testimonia ancora del gusto artistico di tutto un popolo, gusto del quale oggi anche l&#8217;amatore più acceso non ha né idea, né sentimento, né bisogno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se si riflette alla distanza di Pompei dal Vesuvio, si conclude che la massa vulcanica, dalla quale fu seppellita quella città, non può essere stata lanciata fin lì né da un&#8217;esplosione, né da una bufera di vento; giova piuttosto pensare che le pietre e la cenere siano rimaste per un certo tempo come librate in aria a guisa di nuvole, finché si son precipitate sopra la sciagurata città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se poi ci si vuol rappresentare quest&#8217;avvenimento in modo ancor più sensibile, si imagini un villaggio alpestre sepolto sotto la neve. Gli spazi fra le abitazioni, anzi le stesse abitazioni schiacciate sotto il peso, sono state colmate, ma non sì che qua e là non emerga ancora qualche opera in muratura, dopo che la collina presto o tardi è stata coltivata a vigne e ad orti. Più d&#8217;un coltivatore, eseguendo degli scavi nella sua proprietà, ha ottenuto così, senza dubbio, un primo notevole raccolto. Molte stanze si son trovate vuote e in un canto di qualcuna s&#8217;è trovato un cumulo di cenere, che ricopriva piccole masserizie ed oggetti artistici.</p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary>Testo originale tedesco · Neapel, Sonntag, den 11. März 1787</summary><p>Da mein Aufenthalt in Neapel nicht lange dauern wird, so nehme ich gleich die entfernteren Punkte zuerst, das Nähere gibt sich. Mit Tischbein fuhr ich nach Pompeji, da wir denn alle die herrlichen Ansichten links und rechts neben uns liegen sahen, welche, durch so manche landschaftliche Zeichnung uns wohlbekannt, nunmehr in ihrem zusammenhängenden Glanze erschienen. Pompeji setzt jedermann wegen seiner Enge und Kleinheit in Verwunderung. Schmale Straßen, obgleich grade und an der Seite mit Schrittplatten versehen, kleine Häuser ohne Fenster, aus den Höfen und offenen Galerien die Zimmer nur durch die Türen erleuchtet. Selbst öffentliche Werke, die Bank am Tor, der Tempel, sodann auch eine Villa in der Nähe, mehr Modell und Puppenschrank als Gebäude. Diese Zimmer, Gänge und Galerien aber aufs heiterste gemalt, die Wandflächen einförmig, in der Mitte ein ausführliches Gemälde, jetzt meist ausgebrochen, an Kanten und Enden leichte und geschmackvolle Arabesken, aus welchen sich auch wohl niedliche Kinder- und Nymphengestalten entwickeln, wenn an einer andern Stelle aus mächtigen Blumengewinden wilde und zahme Tiere hervordringen. Und so deutet der jetzige ganz wüste Zustand einer erst durch Steinund Aschenregen bedeckten, dann aber durch die Aufgrabenden geplünderten Stadt auf eine Kunstund Bilderlust eines ganzen Volkes, von der jetzo der eifrigste Liebhaber weder Begriff, noch Gefühl, noch Bedürfnis hat.</p><p>Bedenkt man die Entfernung dieses Orts vom Vesuv, so kann die bedeckende vulkanische Masse weder durch ein Schleudern noch durch einen Windstoß hierher getrieben sein; man muß sich vielmehr vorstellen, daß diese Steine und Asche eine Zeitlang wolkenartig in der Luft geschwebt, bis sie endlich über diesem unglücklichen Orte niedergegangen.</p><p>Wenn man sich nun dieses Ereignis noch mehr versinnlichen will, so denke man allenfalls ein eingeschneites Bergdorf. Die Räume zwischen den Gebäuden, ja die zerdrückten Gebäude selbst wurden ausgefüllt, allein Mauerwerk mochte hier und da noch herausstehen, als früher oder später der Hügel zu Weinbergen und Gärten benutzt wurde. So hat nun gewiß mancher Eigentümer, auf seinem Anteil niedergrabend, eine bedeutende Vorlese gehalten. Mehrere Zimmer fand man leer und in der Ecke des einen einen Haufen Asche, der mancherlei kleines Hausgeräte und Kunstarbeiten versteckte.</p></details>



<h2 class="wp-block-heading">Napoli, 13 marzo 1787</h2>



<div class="ug-audio" data-lang="it" data-voce="de-1787-03-13-neapel-0137" data-src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/de-1787-03-13-neapel-0137-it.mp3"><button type="button" class="ug-audio__play" aria-label="Ascolta la pagina del diario"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25b6.png" alt="▶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ascolta</button><audio class="ug-audio__player" preload="none"></audio></div>



<p class="wp-block-paragraph">Domenica siamo stati a Pompei. Molte sventure sono accadute a questo mondo; ma poche che abbiano procurato ai posteri tanta gioia. Non conosco forse nulla di più interessante. Le case sono piccole e strette, ma nell&#8217;interno tutte adorne di graziosissime pitture. La porta della città è notevole, con le tombe che vi sono accanto. Il sepolcro di una sacerdotessa ha la forma di un sedile in semicerchio, con la spalliera di marmo, sulla quale è incisa l&#8217;epigrafe a grandi lettere. Al di sopra della spalliera si vede il mare e il sole che tramonta. Posizione stupenda, degna d&#8217;un pensiero così felice.</p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary>Testo originale tedesco · Neapel, den 13. März 1787.</summary><p>Sonntag waren wir in Pompeji. – Es ist viel Unheil in der Welt geschehen, aber wenig, das den Nachkommen so viel Freude gemacht hätte. Ich weiß nicht leicht etwas Interessanteres. Die Häuser sind klein und eng, aber alle inwendig aufs zierlichste gemalt. Das Stadttor merkwürdig, mit den Gräbern gleich daran. Das Grab einer Priesterin als Bank im Halbzirkel mit steinerner Lehne, daran die Inschrift mit großen Buchstaben eingegraben. Über die Lehne hinaus sieht man das Meer und die untergehende Sonne. Ein herrlicher Platz, des schönen Gedankens wert.</p></details>



<h2 class="wp-block-heading">Oggi</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="2400" height="1627" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm2.jpg" alt="La Porta Ercolano oggi, vista dalla Via dei Sepolcri. Foto Jebulon, Wikimedia Commons, CC0." class="wp-image-9141" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm2.jpg 2400w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm2-300x203.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm2-1024x694.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm2-768x521.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm2-1536x1041.jpg 1536w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm2-2048x1388.jpg 2048w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm2-415x281.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm2-650x441.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm2-250x169.jpg 250w" sizes="(max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /><figcaption class="wp-element-caption">La Porta Ercolano oggi, vista dalla Via dei Sepolcri. Foto Jebulon, Wikimedia Commons, CC0.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Parco Archeologico di Pompei: Porta Ercolano, la Via dei Sepolcri e la tomba di Mamia; il tempio di Iside.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dove: Parco Archeologico di Pompei, Via Villa dei Misteri 2, 80045 Pompei (NA)</p>



<h2 class="wp-block-heading">Opere e documenti</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="2400" height="1663" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm0.jpg" alt="Jacob Philipp Hackert, la Porta Ercolano di Pompei e l'inizio della Via dei Sepolcri, 1794: l'ingresso da cui passò Goethe con Tischbein. Pubblico dominio, Wikimedia Commons." class="wp-image-9139" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm0.jpg 2400w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm0-300x208.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm0-1024x710.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm0-768x532.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm0-1536x1064.jpg 1536w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm0-2048x1419.jpg 2048w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm0-415x288.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm0-650x450.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm0-250x173.jpg 250w" sizes="(max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /><figcaption class="wp-element-caption">Jacob Philipp Hackert, la Porta Ercolano di Pompei e l&#8217;inizio della Via dei Sepolcri, 1794: l&#8217;ingresso da cui passò Goethe con Tischbein. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="2400" height="1292" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm1.jpg" alt="Pietro Fabris, la scoperta del Tempio di Iside a Pompei, dai Campi Phlegraei di William Hamilton, 1776. Esemplare della Wellcome Collection. Wikimedia Commons, CC BY 4.0." class="wp-image-9140" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm1.jpg 2400w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm1-300x162.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm1-1024x551.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm1-768x413.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm1-1536x827.jpg 1536w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm1-2048x1103.jpg 2048w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm1-415x223.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm1-650x350.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-wm1-250x135.jpg 250w" sizes="(max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pietro Fabris, la scoperta del Tempio di Iside a Pompei, dai Campi Phlegraei di William Hamilton, 1776. Esemplare della Wellcome Collection. Wikimedia Commons, CC BY 4.0.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ricostruzione AI</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1344" height="752" src="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-1787-ricostruzione-ai.jpg" alt="Pompei come la videro Goethe e Tischbein l'11 marzo 1787: vie diritte, case senza finestre, gli scavi ancora aperti fra cumuli di cenere. Ricostruzione AI (SPUN, 2026)." class="wp-image-9066" srcset="https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-1787-ricostruzione-ai.jpg 1344w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-1787-ricostruzione-ai-300x168.jpg 300w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-1787-ricostruzione-ai-1024x573.jpg 1024w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-1787-ricostruzione-ai-768x430.jpg 768w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-1787-ricostruzione-ai-415x232.jpg 415w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-1787-ricostruzione-ai-650x364.jpg 650w, https://goethe.reise/wp-content/uploads/2026/09/pompei-scavi-1787-ricostruzione-ai-250x140.jpg 250w" sizes="(max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pompei come la videro Goethe e Tischbein l&#8217;11 marzo 1787: vie diritte, case senza finestre, gli scavi ancora aperti fra cumuli di cenere. Ricostruzione AI (SPUN, 2026).</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">J.W. Goethe, Italienische Reise, testo originale tedesco (pubblico dominio).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Traduzione di Eugenio Zaniboni (J.W. Goethe, Viaggio in Italia, Firenze, Sansoni, 1924; pubblico dominio).</p>


<p>L'articolo <a href="https://goethe.reise/grandtour/pompei-scavi/">Pompei, la città mummificata</a> proviene da <a href="https://goethe.reise">Unreal Goethe</a>.</p>
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