Garigliano · Sant’Agata

Dopo la traversata del Garigliano, sulla via Appia, Goethe entra nella terra che sarà la Campania: campi fertili, il primo colle di cenere vulcanica, monti con le cime innevate. A Sant’Agata la locanda ha un bel fuoco nel camino, ma la sua camera è fredda e senza vetri.

S. Agata, 24 febbraio 1787

Più in là si passa il Garigliano. La via sale quindi sopra una montagna, attraverso zone abbastanza fertili. Nulla di straordinario. Finalmente, ecco la prima collina di cenere vulcanica. Qui incomincia una vasta e superba regione di monti e di valli, al di sopra della quale emergono in fondo cime bianche di neve. Sul colle vicino, una lunga cittadina, che si offre con grazia allo sguardo. Nella valle, Sant’Agata. E qui ci accoglie una locanda di una certa pretesa, in cui un fuoco ben nutrito scoppietta sotto la cappa di un camino, disposto come un salotto da ricevere. Ma intanto la nostra stanza è gelida. Niente finestre, ma soltanto imposte di legno; e mi tarda di far punto.

Testo originale tedesco · St. Agata, den 24. Februar 1787

Dann folgt die Überfahrt über den Fluß Garigliano. Man wandert sodann durch ziemlich fruchtbare Gegenden auf ein Gebirg’ los. Nichts Auffallendes. Endlich der erste vulkanische Aschenhügel. Hier beginnt eine große, herrliche Gegend von Bergen und Gründen, über welche zuletzt Schneegipfel hervorragen. Auf der nähern Höhe eine lange, wohl in die Augen fallende Stadt. In dem Tal liegt St. Agata, ein ansehnlicher Gasthof, wo ein lebhaftes Feuer in einem Kamin, das als Kabinett angelegt ist, brannte. Indessen ist unsere Stube kalt, keine Fenster, nur Läden, und ich eile, zu schließen.

Oggi

Sessa Aurunca vista da sud, con le colline del vulcano spento di Roccamonfina: il «primo colle di cenere vulcanica» che Goethe vide entrando in Campania. Foto Giacomo Antonio Lombardi, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.
Sessa Aurunca vista da sud, con le colline del vulcano spento di Roccamonfina: il «primo colle di cenere vulcanica» che Goethe vide entrando in Campania. Foto Giacomo Antonio Lombardi, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.
Il Garigliano presso la foce, fra Lazio e Campania: qui la via Appia passava il fiume, nel 1787 ancora senza ponte. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.
Il Garigliano presso la foce, fra Lazio e Campania: qui la via Appia passava il fiume, nel 1787 ancora senza ponte. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.

Il passo del Garigliano è oggi il Ponte Real Ferdinando sulla SS7, al confine tra Lazio e Campania; Sant’Agata è una frazione di Sessa Aurunca lungo l’Appia.

Dove: Sant’Agata, Sessa Aurunca (CE)

Ricostruzione AI

Il passaggio del Garigliano sulla via Appia il 24 febbraio 1787: nel Settecento non c'era ponte, si passava col traghetto. Sullo sfondo il primo colle di cenere vulcanica e i monti innevati. Ricostruzione AI (SPUN, 2026).
Il passaggio del Garigliano sulla via Appia il 24 febbraio 1787: nel Settecento non c’era ponte, si passava col traghetto. Sullo sfondo il primo colle di cenere vulcanica e i monti innevati. Ricostruzione AI (SPUN, 2026).

Fonti

J.W. Goethe, Italienische Reise, testo originale tedesco (pubblico dominio).

Traduzione di Eugenio Zaniboni (J.W. Goethe, Viaggio in Italia, Firenze, Sansoni, 1924; pubblico dominio).

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