Capua · La piana e l’arrivo a Napoli
Sosta a Capua, poi la strada larga tra il frumento «come un tappeto», i pioppi e le viti tese come reti, con il Vesuvio fumante sempre a sinistra. All’arrivo Goethe si trova «davvero in un altro paese». Il 16 marzo, da Caserta, torna a vedere i resti dell’antica Capua.
Napoli, 25 febbraio 1787
Finalmente eccomi arrivato felicemente anche qui, e sotto buoni auspici. Di questa giornata di viaggio basti dire che abbiam lasciato S. Agata al levar del sole, con un vento che soffiava con violenza alle nostre spalle: vento di tramontana, che non cessò per tutta la giornata, ma che a mezzogiorno spazzò la nuvolaglia. Il freddo ci ha fatto soffrire.
Percorremmo una via sempre attraverso colline vulcaniche, nelle quali tuttavia mi è parso notare ancora la presenza di qualche roccia calcarea; finalmente raggiungemmo la pianura di Capua, e poco dopo Capua stessa, dove facemmo la nostra sosta meridiana. Nel pomeriggio ci si aprì innanzi una bella campagna tutta in piano, mentre la via maestra tagliava in due i solchi delle messi verdeggianti. Il grano si stende come un tappeto alto non meno di una spanna. I pioppi sono piantati in fila nei campi, e sui rami bene sviluppati si arrampicano le viti. Questo spettacolo continua fino a Napoli. Il terreno è meravigliosamente pulito, friabile ed egregiamente lavorato. Le viti sono d’un vigore e d’un’altezza straordinaria, i pampini ondeggiano come una rete fra pioppo e pioppo.
Il Vesuvio si manteneva sempre alla nostra destra, fumigando con violenza; ed io mi compiacevo con me stesso di poter finalmente contemplare coi miei occhi anche questo meraviglioso spettacolo. Il cielo si rasserenò sempre più, tanto che alla fine il sole batteva fin troppo caldo su quella nostra cameretta a quattro ruote. Avvicinandoci a Napoli, l’atmosfera si era fatta completamente sgombra di nubi e noi ci trovammo veramente in un altro mondo. Le abitazioni coi tetti a terrazza facevan comprendere che eravamo in un clima diverso; ma non credo che nell’interno esse siano molto ospitali. Tutti sono sulla strada, tutti seggono al sole finché finisce di brillare. Il napoletano crede veramente d’essere in possesso del paradiso, e dei paesi settentrionali ha un concetto molto triste: «Sempre neve, case di legno, grande ignoranza, ma danari assai». Questa è l’idea che essi hanno delle cose nostre. A edificazione di tutte le popolazioni tedesche, questa caratteristica, tradotta, significa: «Immer Schnee, hölzerne Häuser, grosse Unwissenheit, aber Geld genug».
Napoli per sé si annunzia giocondamente, piena di movimento e di vita; una folla innumerevole s’incrocia per le vie; il re è a caccia, la regina incinta, e non si potrebbe desiderare nulla di meglio.
Testo originale tedesco · Neapel, den 25. Februar 1787
Endlich auch hier glücklich und mit guten Vorbedeutungen angekommen. Von der Tagesreise nur so viel: St. Agata verließen wir mit Sonnenaufgang, der Wind blies heftig hinter uns her, und dieser Nordost hielt den ganzen Tag an. Erst Nachmittag ward er Herr von den Wolken; wir litten von Kälte.
Unser Weg ging wieder durch und über vulkanische Hügel, wo ich nur noch wenige Kalkfelsen zu bemerken glaubte. Endlich erreichten wir die Plaine von Capua, bald darnach Capua selbst, wo wir Mittag hielten. Nachmittag tat sich ein schönes, flaches Feld vor uns auf. Die Chaussee geht breit zwischen grünen Weizenfeldern durch, der Weizen ist wie ein Teppich und wohl spannenhoch. Pappeln sind reihenweis auf den Feldern gepflanzt, hoch ausgezweigt und Wein hinangezogen. So geht es bis Neapel hinein. Ein klarer, herrlich lockerer Boden und gut bearbeitet. Die Weinstöcke von ungewöhnlicher Stärke und Höhe, die Ranken wie Netze von Pappel zu Pappel schwebend.
Der Vesuv blieb uns immer zur linken Seite, gewaltsam dampfend, und ich war still für mich erfreut, daß ich diesen merkwürdigen Gegenstand endlich auch mit Augen sah. Der Himmel ward immer klärer, und zuletzt schien die Sonne recht heiß in unsere enge rollende Wohnung. Bei ganz rein heller Atmosphäre kamen wir Neapel näher; und nun fanden wir uns wirklich in einem andern Lande. Die Gebäude mit flachen Dächern deuten auf eine andere Himmelsgegend, inwendig mögen sie nicht sehr freundlich sein. Alles ist auf der Straße, sitzt in der Sonne, so lange sie scheinen will. Der Neapolitaner glaubt, im Besitz des Paradieses zu sein, und hat von den nördlichen Ländern einen sehr traurigen Begriff: “Sempre neve, case di legno, gran ignoranza, ma danari assai.” Solch ein Bild machen sie sich von unserm Zustande. Zur Erbauung sämtlicher deutschen Völkerschaften heißt diese Charakteristik übersetzt: “Immer Schnee, hölzerne Häuser, große Unwissenheit; aber Geld genug.”
Neapel selbst kündigt sich froh, frei und lebhaft an, unzählige Menschen rennen durcheinander, der König ist auf der Jagd, die Königin guter Hoffnung, und so kann’s nicht besser gehn.
Caserta, 16 marzo 1787
Ho fatto anche una punta all’antica Capua e ai suoi monumenti.
Bisogna vedere questi paesi, per comprendere che cosa vuol dire vegetazione e perché si coltiva la terra. Il lino è già lì per fiorire, il grano alto una spanna e mezza. Intorno a Caserta, la regione è completamente piana; e la campagna intensamente e diligentemente coltivata come l’aiuola di un giardino. Da per tutto pioppi, sui quali s’arrampicano le viti; e a dispetto dell’ombra che ne deriva, il terreno produce ancora le messi più perfette. Che cosa sarà mai, quando saremo in piena primavera? Fino ad ora, abbiamo avuto dei venti rigidi anche col sole: conseguenza della neve che si trova sulle cime.
Testo originale tedesco · Caserta, den 16. März 1787.
Die Reste des alten Capua und was sich daran knüpft, hab’ ich nun von hier aus auch besucht.
In dieser Gegend lernt man erst verstehen, was Vegetation ist und warum man den Acker baut. Der Lein ist schon nah am Blühen und der Weizen anderthalb Spannen hoch. Um Caserta das Land völlig eben, die Acker so gleich und klar gearbeitet wie Gartenbeete. Alles mit Pappeln besetzt, an denen sich die Rebe hinaufschlingt, und ungeachtet solcher Beschattung trägt der Boden noch die vollkommenste Frucht. Wenn nun erst das Frühjahr mit Gewalt eintritt! Bisher haben wir bei schöner Sonne sehr kalte Winde gehabt, das macht der Schnee in den Bergen.
Oggi

Capua conserva il centro storico sulla via Appia; l’«antica Capua» visitata il 16 marzo è Santa Maria Capua Vetere, con l’anfiteatro campano.
Dove: Capua (CE)
Ricostruzione AI

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Approfondimenti
Fonti
J.W. Goethe, Italienische Reise, testo originale tedesco (pubblico dominio).
Traduzione di Eugenio Zaniboni (J.W. Goethe, Viaggio in Italia, Firenze, Sansoni, 1924; pubblico dominio).



