Goethe attraversa per l'ultima volta la vita infinita della città.
La sera del 2 giugno, dalla duchessa di Giovane, giovane dama tedesca colta.
Di notte al Molo, in un solo sguardo: la luna, le nuvole, il riflesso sul mare, le lampade del faro, il fuoco del Vesuvio.
La corvetta costruita in America, la cabina, i conti e i congedi; il marchese Berio che vuole conoscere l'autore del Werther.
Tischbein propone come compagno fisso il giovane paesaggista Kniep.
Il patto con Kniep: vivranno e viaggeranno insieme, lui disegnerà soltanto, i contorni saranno di Goethe.
La sera Kniep disegna dalle finestre di Salerno una veduta che risparmia ogni descrizione; Goethe pensa a come sarebbe stato bello studiare qui al tempo della Scuola.
Sul calesse leggero, alternandosi alle redini, Goethe e Kniep attraversano la gola tra boschi e rocce.
Hamilton si è costruito una bella esistenza: stanze all'inglese e una vista dall'angolo forse unica, e dopo tutti i regni della creazione è giunto a una bella donna.
Una colata invisibile da Napoli scende verso Ottaviano: terza salita.
















