Napoli · Il Molo, partenza e ritorno

La corvetta costruita in America, la cabina, i conti e i congedi; il marchese Berio che vuole conoscere l’autore del Werther. Il 29 marzo si salpa al tramonto con una compagnia di cantanti e ballerini. A metà maggio il ritorno: il golfo nella luce del mattino, un prete greco che esclama «Anche questa è una città!», i facchini che corrono con i bauli verso Moriconi.

Napoli, 26 marzo 1787

Questa mia partirà domani. Giovedì, 29, partirò finalmente anch’io per Palermo, con la corvetta che, ignaro di cose marinaresche, nell’ultima mia ho elevato al grado di fregata. Il dubbio di partire o no mi ha perfin turbato in parte il mio soggiorno a Napoli. Ora che mi son deciso, mi sento più tranquillo. Dato il mio modo di sentire, questo viaggio sarà salutare, anzi necessario. La Sicilia mi richiama l’Asia e l’Africa; trovarsi nel centro meraviglioso, dove convergono tanti raggi della storia universale, non è cosa da nulla. A Napoli ho vissuto alla napoletana; ho fatto di tutto, tranne che lavorare; ho visto molte cose e mi son formato un concetto generale del paese, degli abitanti e delle condizioni locali. Al mio ritorno, provvederò a riempire questa lacuna; non tutto certamente, perché è necessario che mi ritrovi a Roma prima del 29 giugno. Se non ho assistito alle funzioni della Settimana Santa, voglio almeno celebrarvi la festa di S. Pietro. Il mio viaggio in Sicilia non deve distrarmi troppo dal mio primo programma. L’altro ieri abbiamo avuto un forte acquazzone, con lampi, tuoni e pioggia a torrenti; ora il tempo si è rimesso al bello e spira una magnifica tramontana; se la dura, avremo una traversata rapidissima.

Ieri sono stato col mio compagno di viaggio a visitare il battello e la cabina che ci ospiterà. Un viaggio di mare era quello di cui non avevo ancora un’idea; questa piccola traversata, forse una escursione lungo la costa, gioverà alla mia fantasia e mi allargherà l’orizzonte. Il capitano è un giovine affabile, il battello elegante: è un buon veliero costruito in America.

Qui tutto incomincia a verdeggiare, in Sicilia troverò la vegetazione ancor più inoltrata. Quando voi riceverete questa mia, io sarò già sulla via del ritorno e avrò già voltato le spalle alla Trinacria. Così siam fatti noi: i nostri pensieri saltano sempre avanti e indietro; io non sono ancora stato laggiù, e già sono di ritorno tra voi. Ma se questa lettera è così disordinata, la colpa non è mia; mi interrompono ad ogni momento, e intanto vorrei finire almeno questo foglio.

Ho avuto or ora la visita del marchese Berio, un giovine gentiluomo, a quanto pare, assai colto. Anche lui ha voluto conoscere l’autore del Werther. In generale, qui c’è molto interesse e gusto per la scienza e la cultura. Soltanto sono troppo felici per battere la buona strada. Se avessi più tempo, mi farebbe piacere concederne loro un po’ di più. Un mese di soggiorno! ma che cos’è, nel vortice immenso d’una vita come questa! Ed ora addio. In questo viaggio imparerò certo a viaggiare; se anche a vivere, chi lo sa. Gli uomini che sembrano conoscere quest’arte sono, in tutto, troppo diversi da me, perché io possa pretendere di possedere questo talento.

Addio e vogliatemi bene, che io penso a voi di gran cuore.

Testo originale tedesco · Neapel, den 26. März 1787.

Morgen geht dieser Brief von hier zu euch. Donnerstag den 29. geh’ ich mit der Korvette, die ich, des Seewesens unkundig, in meinem vorigen Briefe zum Rang einer Fregatte erhob, endlich nach Palermo. Der Zweifel, ob ich reisen oder bleiben sollte, machte einen Teil meines hiesigen Aufenthaltes unruhig; nun, da ich entschlossen bin, geht es besser. Für meine Sinnesart ist diese Reise heilsam, ja notwendig. Sizilien deutet mir nach Asien und Afrika, und auf dem wundersamen Punkte, wohin so viele Radien der Weltgeschichte gerichtet sind, selbst zu stehen, ist keine Kleinigkeit.

Neapel habe ich nach seiner eignen Art behandelt; ich war nichts weniger als fleißig, doch hab’ ich viel gesehen und mir einen allgemeinen Begriff von dem Lande, seinen Einwohnern und Zuständen gebildet. Bei der Wiederkehr soll manches nachgeholt werden; freilich nur manches, denn vor dem 29. Juni muß ich wieder in Rom sein. Hab’ ich die heilige Woche versäumt, so will ich dort wenigstens den St. -Peters-Tag feiern. Meine sizilianische Reise darf mich nicht allzuweit von meiner ersten Absicht weglenken.

Vorgestern hatten wir ein gewaltiges Wetter mit Donner, Blitz und Regengüssen; jetzt hat sich’s wieder ausgehellt, eine herrliche Tramontane weht herüber; bleibt sie beständig, so haben wir die schnellste Fahrt.

Gestern war ich mit meinem Gefährten, unser Schiff zu besehen und das Kämmerchen zu besuchen, das uns aufnehmen soll. Eine Seereise fehlte mir ganz in meinen Begriffen; diese kleine Überfahrt, vielleicht eine Küstenumschiffung wird meiner Einbildungskraft nachhelfen und mir die Welt erweitern. Der Kapitän ist ein junger, munterer Mann, das Schiff gar zierlich und nett, in Amerika gebaut, ein guter Segler.

Hier fängt nun alles an, grün zu werden, in Sizilien find’ ich es noch weiter. Wenn ihr diesen Brief erhaltet, bin ich auf der Rückreise und habe Trinakrien hinter mir. So ist der Mensch: immer springt er in Gedanken vor- und rückwärts; ich war noch nicht dort und bin schon wieder bei euch. Doch an der Verworrenheit dieses Briefes bin ich nicht schuld; jeden Augenblick werd’ ich unterbrochen und möchte doch gern dieses Blatt zu Ende schreiben.

Soeben besuchte mich ein Marchese Berio, ein junger Mann, der viel zu wissen scheint. Er wollte den Verfasser des “Werther” doch auch kennen lernen. Überhaupt ist hier großer Drang und Lust nach Bildung und Wissen. Sie sind nur zu glücklich, um auf den rechten Weg zu kommen. Hätte ich nur mehr Zeit, so wollt’ ich ihnen gern meine Zeit geben. Diese vier Wochen – was waren die gegen das ungeheure Leben! Nun gehabt euch wohl! Reisen lern’ ich wohl auf dieser Reise, ob ich leben lerne, weiß ich nicht. Die Menschen, die es zu verstehen scheinen, sind in Art und Wesen zu sehr von mir verschieden, als daß ich auf dieses Talent sollte Anspruch machen können.

Lebet wohl und liebt mich, wie ich eurer von Herzen gedenke.

Napoli, 28 marzo 1787

Passo tutti questi giorni a far valigie, a congedarmi da questo e da quello, a far provviste e a pagar conti, a sbrigare qualche faccenda e a prepararmi al viaggio: giornate completamente perdute.

Il principe di Waldeck mi ha messo una pulce nell’orecchio anche al momento di lasciarci: mi ha detto nientemeno che al mio ritorno devo prepararmi a fare un viaggio con lui in Grecia e in Dalmazia. Una volta lanciati nel gran mondo e attratti nella sua orbita, bisogna star bene all’erta per non lasciarsi prendere e fuorviare addirittura. Non m’è possibile aggiungere una parola.

Testo originale tedesco · Neapel, den 28. März 1787.

Diese Tage gehen mir nun gänzlich mit Einpacken und Abschiednehmen, mit Besorgen und Bezahlen, Nachholen und Vorbereiten, sie gehen mir völlig verloren.

Der Fürst von Waldeck beunruhigte mich noch beim Abschied, denn er sprach von nichts weniger, als daß ich bei meiner Rückkehr mich einrichten sollte, mit ihm nach Griechenland und Dalmatien zu gehen. Wenn man sich einmal in die Welt macht und sich mit der Welt einläßt, so mag man sich ja hüten, daß man nicht entrückt oder wohl gar verrückt wird. Zu keiner Silbe weiter bin ich fähig.

Napoli, 29 marzo 1787

Da alcuni giorni il tempo è stato incerto; oggi, giorno fissato per la partenza, è bello quanto mai: la tramontana propizia e un cielo limpido e luminoso, che fa venir voglia di andar per il mondo. Mando ancora un addio di cuore a tutti gli amici di Weimar e di Gotha. Che il vostro amore mi accompagni; potrò sempre averne bisogno. La notte scorsa ho sognato di trovarmi ancora fra le mie solite occupazioni. Sembra proprio che quella mia barca di fagiani non potrà approdare che da voi. Speriamo che arrivi carica di bottino veramente prezioso!

Testo originale tedesco · Neapel, den 29. März 1787.

Seit einigen Tagen machte sich das Wetter ungewiß, heute, am bestimmten Tage der Abfahrt, ist es so schön als möglich. Die günstigste Tramontane, ein klarer Sonnenhimmel, unter dem man sich in die weite Welt wünscht. Nun sag’ ich noch allen Freunden in Weimar und Gotha ein treues Lebewohl! Eure Liebe begleite mich, denn ich möchte ihrer wohl immer bedürfen. Heute nacht träumte ich mich wieder in meinen Geschäften. Es ist denn doch, als wenn ich mein Fasanenschiff nirgends als bei euch ausladen könnte. Möge es nur erst recht stattlich geladen sein!

In mare, 29 marzo 1787

Non soffiava, questa volta, come all’ultima partenza del postale, quella fresca e propizia tramontana, bensì un vento tiepido di nord-est, il più uggioso del mondo. Abbiamo imparato così come il navigante sia in balia dei capricci del tempo e del vento. La mattinata, l’abbiamo trascorsa impazienti fra la rada e il caffè; a mezzogiorno finalmente siamo saliti a bordo, dove, dato il bellissimo tempo, abbiam goduto un colpo d’occhio incantevole. La corvetta era ancorata a poca distanza dal molo. Splendeva un bel sole, l’atmosfera era piena di vapori: le rocce ombrate di Sorrento, dell’azzurro più carico; Napoli luminosa e brulicante, nella pompa di tutti i colori. Solo al tramonto il battello si mosse, ma adagio adagio; e il vento contrario ci spinse verso Posillipo e oltre la sua punta. Per tutta la notte il battello ha poi proseguito la sua rotta tranquillamente. È di costruzione americana, munito di buone vele, e provveduto nell’interno di spaziose cabine e di cuccette separate. I compagni di viaggio, di umor gaio ma corretti. Sono dei cantanti e dei ballerini scritturati a Palermo.

Testo originale tedesco · Seefahrt, Donnerstag, den 29. März.

Nicht wie bei dem letzten Abgange des Paketboots wehte diesmal ein förderlicher frischer Nordost, sondern leider von der Gegenseite ein lauer Südwest, der allerhinderlichste; und so erfuhren wir denn, wie der Seefahrer vom Eigensinne des Wetters und Windes abhängt. Ungeduldig verbrachten wir den Morgen bald am Ufer, bald im Kaffeehaus; endlich bestiegen wir zu Mittag das Schiff und genossen beim schönsten Wetter des herrlichsten Anblicks. Unfern vom Molo lag die Korvette vor Anker. Bei klarer Sonne eine dunstreiche Atmosphäre, daher die beschatteten Felsenwände von Sorrent vom schönsten Blau. Das beleuchtete, lebendige Neapel glänzte von allen Farben. Erst mit Sonnenuntergang bewegte sich das Schiff, jedoch nur langsam, von der Stelle, der Widerwind schob uns nach dem Posilipo und dessen Spitze hinüber. Die ganze Nacht ging das Schiff ruhig fort. Es war in Amerika gebaut, schnellsegelnd, inwendig mit artigen Kämmerchen und einzelnen Lagerstätten eingerichtet. Die Gesellschaft anständig munter: Operisten und Tänzer, nach Palermo verschrieben.

Napoli, 14 maggio 1787

Svegliato che fui (era il quarto giorno della traversata), mi trovai rinfrancato e spedito, come nello stesso periodo del viaggio di andata: così, in una traversata più lunga, avrei probabilmente pagato il mio tributo con un’indisposizione di tre giorni.

Dal ponte di coperta ora mi divertivo a osservare l’isola di Capri già a una discreta distanza e il nostro battello già in tale rotta da lasciarci sperare il nostro ingresso nel golfo: ciò che ben presto anche avvenne. Così abbiamo avuto il piacere, dopo una notte di guai, di considerare in una luce del tutto diversa gli stessi oggetti che la sera prima ci avevano incantati. Poco dopo ci lasciammo indietro anche quella pericolosa isola di scogli. Come ieri avevamo ammirato da lontano la riva destra del golfo, così ora avevamo già sotto gli occhi la città coi suoi castelli, quindi Posillipo a destra, con le varie sporgenze fino a Procida e ad Ischia. Tutti i passeggeri erano sul ponte; fra questi, in prima fila un prete greco, che teneva molto al suo Oriente nativo e che, interrogato da alcuni napoletani, tutti intenti a salutare entusiasticamente la loro bellissima terra, che cosa gli sembrasse Napoli al paragone di Costantinopoli, rispose non senza un gran pathos: «Anche questa è una città».

Siamo entrati in porto di buon’ora, tra il ronzio di tutta una folla, nel momento della maggior animazione di tutta la giornata. Il nostro bagaglio e gli altri arnesi appena scaricati stavano ancora sulla banchina, quando due facchini se ne impossessarono; non avevamo ancora detto che il nostro albergo era quello del Moriconi, che i due si misero a correre sotto quel peso come se avessero portato un bottino, tanto che non potemmo nemmeno seguirli con gli occhi attraverso le vie animatissime e la piazza Castello sempre in gran traffico. Il Kniep teneva la cartella sotto il braccio; in tal modo avremmo salvato almeno i nostri disegni se i facchini, meno galantuomini dei poveri lazzari napoletani, ci avessero portato via quello che la burrasca ci aveva risparmiato.

Testo originale tedesco · Montag, den 14. Mai 1787.

Als ich früh am vierten Tage unserer Fahrt erwachte, befand ich mich frisch und gesund, so wie ich auch bei der Überfahrt zu eben dieser Epoche gewesen war; so daß ich also auf einer längern Seereise wahrscheinlich mit einer dreitägigen Unpäßlichkeit meinen Tribut würde bezahlt haben.

Vom Verdeck sah ich mit Vergnügen die Insel Capri in ziemlicher Entfernung zur Seite liegen und unser Schiff in solcher Richtung, daß wir hoffen konnten, in den Golf hineinzufahren, welches denn auch bald geschah. Nun hatten wir die Freude, nach einer ausgestandenen harten Nacht dieselben Gegenstände, die uns abends vorher entzückt hatten, in entgegengesetztem Lichte zu bewundern. Bald ließen wir jene gefährliche Felseninsel hinter uns. Hatten wir gestern die rechte Seite des Golfs von weitem bewundert, so erschienen nun auch die Kastelle und die Stadt gerade vor uns, sodann links der Posilipo und die Erdzungen, die sich bis gegen Procida und Ischia erstreckten. Alles war auf dem Verdeck, voran ein für seinen Orient sehr eingenommener griechischer Priester, der den Landesbewohnern, die ihr herrliches Vaterland mit Entzücken begrüßten, auf ihre Frage, wie sich denn Neapel zu Konstantinopel verhalte, sehr pathetisch antwortete: “Anche questa è una città!” – “Auch dieses ist eine Stadt!” – Wir langten zur rechten Zeit im Hafen an, umsummt von Menschen; es war der lebhafteste Augenblick des Tages. Kaum waren unsere Koffer und sonstigen Gerätschaften ausgeladen und standen am Ufer, als gleich zwei Lastträger sich derselben bemächtigten, und kaum hatten wir ausgesprochen, daß wir bei Moriconi logieren würden, so liefen sie mit dieser Last wie mit einer Beute davon, so daß wir ihnen durch die menschenreichen Straßen und über den bewegten Platz nicht mit den Augen folgen konnten. Kniep hatte das Portefeuille unter dem Arm, und wir hätten wenigstens die Zeichnungen gerettet, wenn jene Träger, weniger ehrlich als die neapolitanischen armen Teufel, uns um dasjenige gebracht hätten, was die Brandung verschont hatte.

Oggi

La Stazione Marittima e il porto verso il Molo Beverello, dove era il Molo Grande, visti da Castel Nuovo. Foto Lalupa, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.
La Stazione Marittima e il porto verso il Molo Beverello, dove era il Molo Grande, visti da Castel Nuovo. Foto Lalupa, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

Il Molo Grande con la Lanterna, davanti a Castel Nuovo: oggi l’area del Molo Beverello e della Stazione Marittima.

Dove: Molo Beverello, Via Acton, 80133 Napoli

Opere e documenti

Antonio Joli, la partenza di Carlo di Borbone dal porto di Napoli, 1759 (Prado): il Molo e la Lanterna visti dal mare. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.
Antonio Joli, la partenza di Carlo di Borbone dal porto di Napoli, 1759 (Prado): il Molo e la Lanterna visti dal mare. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.
Antonio Joli, Napoli vista dal Molo del porto, con la fontana della Nautica, 1762-1777. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.
Antonio Joli, Napoli vista dal Molo del porto, con la fontana della Nautica, 1762-1777. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.

Ricostruzione AI

Il Molo al tramonto del 29 marzo 1787: la corvetta per Palermo salpa con una compagnia di cantanti e ballerini. Ricostruzione AI (SPUN, 2026).
Il Molo al tramonto del 29 marzo 1787: la corvetta per Palermo salpa con una compagnia di cantanti e ballerini. Ricostruzione AI (SPUN, 2026).

Fonti

J.W. Goethe, Italienische Reise, testo originale tedesco (pubblico dominio).

Traduzione di Eugenio Zaniboni (J.W. Goethe, Viaggio in Italia, Firenze, Sansoni, 1924; pubblico dominio).

  • Luogo
  • Establishment Date
    1787-03-26
  • Address
    Molo Beverello, Via Acton, 80133 Napoli
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