Napoli · Palazzo Sessa, Hamilton ed Emma
Hamilton si è costruito una bella esistenza: stanze all’inglese e una vista dall’angolo forse unica, e dopo tutti i regni della creazione è giunto a una bella donna. A maggio Goethe pranza da loro, Emma canta, e Hamilton lo porta nella sua cantina segreta di busti, vasi e bronzi, dove due candelabri somigliano troppo a quelli di Portici.
Napoli, 22 marzo 1787
Se il mio temperamento tedesco e il mio desiderio stesso non mi spingessero a studiare e a lavorare più che a godere, dovrei dimorare ancora qualche tempo e procurare di trar miglior frutto, in questa scuola della vita facile ed allegra. Sarebbe un gran bel soggiorno, se si potesse soltanto procurarsi qualche piccola comodità. Per decantare la posizione della città e la mitezza del clima, non vi sono parole bastanti: ma questo è anche tutto ciò su cui può contare il forestiero.
Non v’ha dubbio: chi ha tempo a disposizione, un po’ di tatto e la borsa piena, può fissare anche qui la sua residenza in lungo e in largo. Così, anche il cavaliere Hamilton si è costruito qui il suo bel nido, e se lo gode, ora che la sua vita è giunta a sera. L’appartamento che egli ha messo su, al gusto inglese, è quanto mai delizioso, e la vista che si gode da una stanza ad angolo, forse unica. Ai piedi il mare, in faccia Capri, a destra Posilipo, a fianco la passeggiata della Villa Reale, a sinistra un vecchio edificio di gesuiti, più in là la costiera di Sorrento fino al capo Minerva. È ben difficile, almeno in Europa, che si possa trovare un punto simile; molto più nel centro di una città grande e popolosa.
Hamilton è uomo d’un gusto universale, che, dopo aver percorso tutti i regni della creazione, si è fermato davanti a una bella donna, il capolavoro del grande Artista.
Con tutto questo e dopo aver goduto in cento altre guise, le sirene mi invitano all’altra sponda; e se il vento sarà favorevole, partirò assieme a questa mia; ella per il nord, io per il sud. Lo spirito umano è indomabile; io specialmente ho bisogno di spaziare molto. Adesso la mia mira non è tanto il persistere, quanto il concepire rapidamente. Mi basta aver toccato appena un dito, per potermi appropriare, ascoltando e meditando, tutta la mano.
Strano: proprio in questi giorni un amico mi fa ripensare al Wilhelm Meister, e me ne chiede la continuazione. Sotto questo cielo non mi sarebbe possibile, ma forse negli ultimi libri si potrà far sentire qualche influsso di questo clima. Possa la mia esistenza durare e svilupparsi quanto è necessario, lo stelo crescere in altezza, i fiori sbocciare più copiosi e più belli! Certo, sarebbe meglio non riprendere più la via del ritorno, se non tornassi rinnovellato di novella fronda.
Testo originale tedesco · Neapel, den 22. März 1787.
Triebe mich nicht die deutsche Sinnesart und das Verlangen, mehr zu lernen und zu tun als zu genießen, so sollte ich in dieser Schule des leichten und lustigen Lebens noch einige Zeit verweilen und mehr zu profitieren suchen. Es ist hier gar vergnüglich sein, wenn man sich nur ein klein wenig einrichten könnte. Die Lage der Stadt, die Milde des Klimas kann nie genug gerühmt werden, aber darauf ist auch der Fremde fast allein angewiesen.
Freilich wer sich Zeit nimmt, Geschick und Vermögen hat, kann sich auch hier breit und gut niederlassen. So hat sich Hamilton eine schöne Existenz gemacht und genießt sie nun am Abend seines Lebens. Die Zimmer, die er sich in englischem Geschmack einrichtete, sind allerliebst, und die Aussicht aus dem Eckzimmer vielleicht einzig. Unter uns das Meer, im Angesicht Capri, rechts der Posilipo, näher der Spaziergang Villa Reale, links ein altes Jesuitengebäude, weiterhin die Küste von Sorrent bis ans Kap Minerva. Dergleichen möcht’ es wohl in Europa schwerlich zum zweiten Male geben, wenigstens nicht im Mittelpunkte einer großen, bevölkerten Stadt.
Hamilton ist ein Mann von allgemeinem Geschmack und, nachdem er alle Reiche der Schöpfung durchwandert, an ein schönes Weib, das Meisterstück des großen Künstlers, gelangt.
Und nun nach allem diesem und hundertfältigem Genuß locken mich die Sirenen jenseits des Meeres, und wenn der Wind gut ist, geh’ ich mit diesem Briefe zugleich ab, er nordwärts, ich südwärts. Des Menschen Sinn ist unbändig, ich besonders bedarf der Weite gar sehr. Nicht sowohl das Beharren als ein schnelles Auffassen muß jetzt mein Augenmerk sein. Hab’ ich einem Gegenstande nur die Spitze des Fingers abgewonnen, so kann ich mir die ganze Hand durch Hören und Denken wohl zueignen.
Seltsamerweise erinnert mich ein Freund in diesen Tagen an “Wilhelm Meister” und verlangt dessen Fortsetzung; unter diesem Himmel möchte sie wohl nicht möglich sein, vielleicht läßt sich von dieser Himmelsluft den letzten Büchern etwas mitteilen. Möge meine Existenz sich dazu genugsam entwickeln, der Stengel mehr in die Länge rücken und die Blumen reicher und schöner hervorbrechen. Gewiß, es wäre besser ich käme gar nicht wieder, wenn ich nicht wiedergeboren zurückkommen kann.
Napoli, 27 maggio 1787
Il cavaliere Hamilton e la sua bella continuano a colmarmi di attenzioni. Ho pranzato da loro e verso sera miss Hart ci ha fatto gustare i suoi talenti musicali e melici.
Per intromissione dell’amico Hackert, che mi dà continue prove della sua benevolenza e mi fa vedere tutto ciò che c’è di interessante, il cavaliere Hamilton ci ha condotti nei sotterranei segreti della sua raccolta d’arte e di anticaglie. C’è da perder la testa: prodotti di tutte le epoche affastellati alla rinfusa; busti, torsi, vasi, bronzi, ogni sorta di suppellettili, fra l’altro una cappelletta di agata di Sicilia, intarsi, dipinti e non so quant’altro ha potuto mettere assieme a furia di quattrini. In un ampio cassone adagiato per terra, di cui ho sollevato per curiosità il coperchio rotto, si trovavano due superbi candelabri di bronzo. Ho fatto un segno allo Hackert, chiedendogli sommessamente, se non fossero per caso somiglianti in tutto a quelli di Portici. Alla sua volta egli mi fece segno di tacere: probabilmente erano andati a finir lì proprio dai sotterranei di Pompei. Dati questi e simili acquisti fortunati, il cavaliere non ama far vedere i suoi tesori nascosti se non agli amici più fidati.
Una certa sorpresa mi fece il vedere uno stipo, aperto sul davanti e inverniciato di nero all’interno, il tutto inquadrato in una magnifica cornice d’oro. Il vano era grande abbastanza per contenere un uomo in piedi ed ecco a quale scopo si presta. Quel buongustaio di arte e di belle ragazze, non contento di ammirare la sua bella come una statua semovente, ha voluto goderla anche come quadro, dipinto in modo inimitabile: qualche volta infatti, vestita di vario colore sullo sfondo nero dello stipo e inquadrata nella cornice d’oro, ella imita i dipinti antichi di Pompei ed anche alcune opere d’arte moderna. Il periodo di questo capriccio sembra ora passato; è anche difficile trasportare l’apparecchio e collocarlo in buona luce; tutto sommato noi non abbiam potuto godere lo spettacolo.
Ecco il momento di accennare a un altro svago caratteristico dei napoletani; vale a dire ai presepi, che a Natale si vedono in tutte le chiese e che rappresentano propriamente l’adorazione dei pastori, degli angeli e dei re magi, più o meno al completo, in gruppi eleganti e sfarzosi. In questa Napoli gioconda, tale rappresentazione è arrivata fin sulle terrazze delle case. Si costruisce un leggero palchetto a forma di capanna, tutto adorno di alberi e di alberelli sempre verdi; e lì ci si mette la Madonna, il Bambino Gesù e tutti i personaggi, compresi quelli che si librano in aria, sontuosamente vestiti per la festa: un complesso di guardaroba, per cui le famiglie spendono somme non piccole. Ma ciò che conferisce a tutto lo spettacolo una nota di grazia incomparabile è lo sfondo, in cui s’incornicia il Vesuvio coi suoi dintorni.
Non è improbabile che, un tempo, fra questi fantocci si siano mescolate anche delle figure viventi e che a poco a poco le famiglie nobili e ricche si siano divertite soprattutto a rappresentare la sera, nei loro palazzi, anche delle scene profane, tolte alla storia o alla poesia.
Se mi fosse lecita un’osservazione, che un ospite così ben trattato non dovrebbe forse avventare, confesserei che la nostra graziosa e bella inglese mi fa, tutto sommato, l’impressione di una creatura senza anima, la cui figura esteriore compensa tutto, ma la cui voce, la cui conversazione non hanno espressione, non hanno sentimento. Anche il suo canto manca di estensione e di fascino.
È quello che, per finirla, avviene sempre con queste creature senza anima. Belle donne ve n’è da per tutto; dotate di sentimento profondo e insieme di felici organi vocali sono molto più rare; ma ancor più rare son quelle che a tutto questo riuniscono un esteriore seducente.
Testo originale tedesco · Neapel, den 27. Mai 1787.
Hamilton und seine Schöne setzten gegen mich ihre Freundlichkeit fort. Ich speiste bei ihnen, und gegen Abend produzierte Miß Harte auch ihre musikalischen und melischen Talente.
Auf Antrieb Freund Hackerts, der sein Wohlwollen gegen mich steigert und mir alles Merkwürdige zur Kenntnis bringen möchte, führte uns Hamilton in sein geheimes Kunstund Gerümpelgewölbe. Da sieht es denn ganz verwirrt aus; die Produkte aller Epochen zufällig durcheinander gestellt: Büsten, Torse, Vasen, Bronze, von sizilianischen Achaten allerlei Hauszierat, sogar ein Kapellchen, Geschnitztes, Gemaltes und was er nur zufällig zusammenkaufte. In einem langen Kasten an der Erde, dessen aufgebrochenen Deckel ich neugierig beiseiteschob, lagen zwei ganz herrliche Kandelaber von Bronze. Mit einem Wink machte ich Hackerten aufmerksam und lispelte ihm die Frage zu, ob diese nicht ganz denen in Portici ähnlich seien. Er winkte mir dagegen Stillschweigen; sie mochten sich freilich aus den pompejischen Grüften seitwärts hieher verloren haben. Wegen solcher und ähnlicher glücklicher Erwerbnisse mag der Ritter diese verborgenen Schätze nur wohl seinen vertrautesten Freunden sehen lassen.
Auffallend war mir ein aufrechtstehender, an der Vorderseite offener, inwendig schwarz angestrichener Kasten, von dem prächtigsten goldenen Rahmen eingefaßt. Der Raum groß genug, um eine stehende menschliche Figur aufzunehmen, und demgemäß erfuhren wir auch die Absicht. Der Kunst- und Mädchenfreund, nicht zufrieden, das schöne Gebild als bewegliche Statue zu sehen, wollte sich auch an ihr als an einem bunten, unnachahmbaren Gemälde ergötzen, und so hatte sie manchmal innerhalb dieses goldenen Rahmens, auf schwarzem Grund vielfarbig gekleidet, die antiken Gemälde von Pompeji und selbst neuere Meisterwerke nachgeahmt. Diese Epoche schien vorüber zu sein, auch war der Apparat schwer zu transportieren und ins rechte Licht zu setzen; uns konnte also ein solches Schauspiel nicht zuteil werden.
Hier ist der Ort, noch einer andern entschiedenen Liebhaberei der Neapolitaner überhaupt zu gedenken. Es sind die Krippchen (presepe), die man zu Weihnachten in allen Kirchen sieht, eigentlich die Anbetung der Hirten, Engel und Könige vorstellend, mehr oder weniger vollständig, reich und kostbar zusammen gruppiert. Diese Darstellung ist in dem heitern Neapel bis auf die flachen Hausdächer gestiegen; dort wird ein leichtes hüttenartiges Gerüste erbaut, mit immergrünen Bäumen und Sträuchen aufgeschmückt. Die Mutter Gottes, das Kind und die sämtlichen Umstehenden und Umschwebenden, kostbar ausgeputzt, auf welche Garderobe das Haus große Summen verwendet. Was aber das Ganze unnachahmlich verherrlicht, ist der Hintergrund, welcher den Vesuv mit seinen Umgebungen einfaßt.
Da mag man nun manchmal auch lebendige Figuren zwischen die Puppen mit eingemischt haben, und nach und nach ist eine der bedeutendsten Unterhaltungen hoher und reicher Familien geworden, zu ihrer Abendergötzung auch weltliche Bilder, sie mögen nun der Geschichte oder der Dichtkunst angehören, in ihren Palästen aufzuführen.
Darf ich mir eine Bemerkung erlauben, die freilich ein wohlbehandelter Gast nicht wagen sollte, so muß ich gestehen, daß mir unsere schöne Unterhaltende doch eigentlich als ein geistloses Wesen vorkommt, die wohl mit ihrer Gestalt bezahlen, aber durch keinen seelenvollen Ausdruck der Stimme, der Sprache sich geltend machen kann. Schon ihr Gesang ist nicht von zusagender Fülle.
Und so mag es sich auch am Ende mit jenen starren Bildern verhalten. Schöne Personen gibt’s überall, tiefempfindende, zugleich mit günstigen Sprachorganen versehene viel seltener, am allerseltensten solche, wo zu allem diesen noch eine einnehmende Gestalt hinzutritt.
Oggi
Palazzo Sessa, presso piazza dei Martiri, residenza di William Hamilton; dalla stanza d’angolo il mare, Capri, Posillipo e la Villa Reale.
Dove: Palazzo Sessa, Vico Santa Maria a Cappella Vecchia, 80121 Napoli
Opere e documenti



Ricostruzione AI

Fonti
J.W. Goethe, Italienische Reise, testo originale tedesco (pubblico dominio).
Traduzione di Eugenio Zaniboni (J.W. Goethe, Viaggio in Italia, Firenze, Sansoni, 1924; pubblico dominio).



