Napoli · La barriera, il caffè d’addio di Kniep
Goethe attraversa per l’ultima volta la vita infinita della città. All’ultima barriera, mentre i gabellieri trattano con il vetturino, Kniep esce da un caffè con la più grande tazza cinese piena di caffè nero su un vassoio. Si separano come raramente si separano persone unite per caso e per poco tempo.
Napoli, 3 giugno 1787
Sono passato dunque attraverso l’enorme trambusto di questa città incomparabile, ancora mezzo stordito: sentivo che probabilmente non l’avrei riveduta mai più, provando tuttavia la soddisfazione di non lasciar dietro a me né rimpianto né dolore. Pensavo al buon Kniep, ripromettendo a me stesso di essergli utile anche da lontano. Giunto all’ultimo posto di guardia del sobborgo, fui per un momento distratto dalle mie riflessioni da un garzone caffettiere, che, datami un’occhiata amichevole, scomparve subito dopo. I doganieri non avevano ancor finito di sbrigarsela col mio vetturino, quand’ecco il Kniep, che veniva appunto dal caffè con una grande tazza di porcellana cinese sopra un vassoio. S’accostò lentamente allo sportello con una compunzione che gli veniva proprio dal cuore e che s’intonava perfettamente al suo temperamento. Ne rimasi stupito e commosso; non è facile trovare un’attenzione così piena di riconoscenza. «Lei mi ha dimostrata tante premure e tanta bontà», mi disse, «Lei mi ha fatto tanto bene per tutta la mia vita, che mi permetterà di offrirle un simbolo della mia gratitudine».
Io che non so trovare parole in simili circostanze, gli risposi laconicamente che, data l’opera da lui prestata, il vero debitore ero io e che, mettendo a profitto e rielaborando le qualità di tutti e due, egli avrebbe guadagnato anche la mia riconoscenza.
Così ci lasciammo, come di rado si lasciano persone avvicinate per breve tempo dal caso. Forse la vita ci offrirebbe molto maggiori soddisfazioni e vantaggi, se si avesse il coraggio di dirsi scambievolmente con franchezza quello che l’uno s’aspetta dall’altro. Detto questo, entrambe le parti rimangono soddisfatte, e la cordialità, che è il meglio, viene poi per sopra mercato.
Testo originale tedesco · Neapel, Sonntag, den 3. Juni 1787. Dreieinigkeitsfest.
Und so fuhr ich denn durch das unendliche Leben dieser unvergleichlichen Stadt, die ich wahrscheinlich nicht wiedersehen sollte, halb betäubt hinaus; vergnügt jedoch, daß weder Reue noch Schmerz hinter mir blieb. Ich dachte an den guten Kniep und gelobte ihm auch in der Ferne meine beste Vorsorge.
An den äußersten Polizeischranken der Vorstadt störte mich einen Augenblick ein Marqueur, der mir freundlich ins Gesicht sah, aber schnell wieder hinwegsprang. Die Zollmänner waren noch nicht mit dem Vetturin fertig geworden, als aus der Kaffeebudentüre, die größte chinesische Tasse voll schwarzen Kaffee auf einem Präsentierteller tragend, Kniep heraustrat. Er nahte sich dem Wagenschlag langsam mit einem Ernst, der, von Herzen gehend, ihn sehr gut kleidete. Ich war erstaunt und gerührt, eine solche erkenntliche Aufmerksamkeit hat nicht ihresgleichen. “Sie haben”, sagte er, “mir so viel Liebes und Gutes, auf mein ganzes Leben Wirksames erzeigt, daß ich Ihnen hier ein Gleichnis anbieten möchte, was ich Ihnen verdanke.”
Da ich in solchen Gelegenheiten ohnehin keine Sprache habe, so brachte ich nur sehr lakonisch vor, daß er durch seine Tätigkeit mich schon zum Schuldner gemacht und durch Benutzung und Bearbeitung unserer gemeinsamen Schätze mich noch immer mehr verbinden werde.
Wir schieden, wie Personen selten voneinander scheiden, die sich zufällig auf kurze Zeit verbunden. Vielleicht hätte man viel mehr Dank und Vorteil vom Leben, wenn man sich wechselsweise gerade heraus spräche, was man voneinander erwartet. Ist das geleistet, so sind beide Teile zufrieden, und das Gemütliche, was das Erste und Letzte von allem ist, erscheint als reine Zugabe.
Oggi

L’ultima barriera sulla strada per Capua e Roma non è identificata (ipotesi: la dogana verso Capodichino).
Dove: Napoli
Opere e documenti

Ricostruzione AI

Approfondimenti
Fonti
J.W. Goethe, Italienische Reise, testo originale tedesco (pubblico dominio).
Traduzione di Eugenio Zaniboni (J.W. Goethe, Viaggio in Italia, Firenze, Sansoni, 1924; pubblico dominio).



