Portici · Il Museo Ercolanese

Al museo di Portici è vietato disegnare e annotare, e forse per questo si guarda meglio. Le piccole case di Pompei appaiono ora piene di oggetti d’uso trasformati in arte: un secchio il cui bordo si alza a formare il manico, lucerne con maschere e tralci, candelabri, lampade appese.

Napoli, 18 marzo 1787

Nel museo siamo entrati con buone raccomandazioni, e benissimo accolti. Non ci è stato permesso tuttavia di disegnar nulla. Forse per questo abbiamo potuto dedicar meglio la nostra attenzione, riportandoci altrettanto più vivacemente nel passato, quando tutte queste cose erano a portata di mano dei loro possessori per gli usi e i piaceri della vita. Quelle casette e quelle camerette di Pompei mi sono apparse qui più anguste e più spaziose ad un tempo: più anguste, perché me le figuravo piene di tanti oggetti preziosi; più spaziose, perché proprio questi oggetti non rappresentano soltanto il puro necessario, ma, adorni e animati nel modo più gentile e più suggestivo dall’arte, ricreano e dilatano lo spirito, che meglio non potrebbe la casa più vasta.

Si vede, per esempio, una secchia di forma mirabile, con l’orlo superiore di squisito lavoro; osservato da vicino, quest’orlo si può innalzare dalle due parti, si riuniscono i due semicerchi ad ansa e così il recipiente si può trasportare con tutta comodità. Le lampade son rabescate di mascheroni e di viticci, secondo il numero dei lucignoli, in modo che ogni singola fiammella illumina una vera opera d’arte. Degli alti e svelti fusti di bronzo sono destinati a portare le lampade; quelle invece che vanno sospese, hanno attaccate figure d’ogni genere e dalle trovate più ingegnose, che, a farle oscillare appena, piacciono e divertono più che mai.

Nella speranza di ritornare, ci siamo fatti accompagnare di sala in sala dal custode, cogliendo del nostro meglio, per quanto il tempo lo consentiva, l’utile e il dolce.

Testo originale tedesco · Neapel, den 18. März 1787.

In das Museum traten wir wohl empfohlen und wohl empfangen. Doch war auch uns irgend etwas aufzuzeichnen nicht erlaubt. Vielleicht gaben wir nur desto besser acht und versetzten uns desto lebhafter in die verschwundene Zeit, wo alle diese Dinge zu lebendigem Gebrauch und Genuß um die Eigentümer umherstanden. Jene kleinen Häuser und Zimmer in Pompeji erschienen mir nun zugleich enger und weiter; enger, weil ich sie mir von so viel würdigen Gegenständen vollgedrängt dachte, weiter, weil gerade diese Gegenstände nicht bloß als notdürftig vorhanden, sondern durch bildende Kunst aufs geistreichste und anmutigste verziert und belebt den Sinn erfreuen und erweitern, wie es die größte Hausgeräumigkeit nicht tun könnte.

Man sieht z. B. einen herrlich geformten Eimer, oben mit dem zierlichsten Rande, näher beschaut schlägt sich dieser Rand von zwei Seiten in die Höhe, man faßt die verbundenen Halbkreise als Handhabe und trägt das Gefäß auf das bequemste. Die Lampen sind nach Anzahl ihrer Dochte mit Masken und Rankenwerk verziert, so daß jede Flamme ein wirkliches Kunstgebilde erleuchtet. Hohe, schlanke, eherne Gestelle sind bestimmt, die Lampen zu tragen, aufzuhängende Lampen hingegen mit allerlei geistreich gedachten Figuren behängt, welche die Absicht, zu gefallen und zu ergötzen, sobald sie schaukeln und baumeln, sogar übertreffen.

In Hoffnung, wiederzukehren, folgten wir den Vorzeigenden von Zimmer zu Zimmer und haschten, wie es der Moment erlaubte, Ergötzung und Belehrung weg, so gut es sich schicken wollte.

Oggi

La Reggia di Portici oggi, dal parco superiore. Foto Ferdinando Scala, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.
La Reggia di Portici oggi, dal parco superiore. Foto Ferdinando Scala, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

La Reggia di Portici, sede nel Settecento dell’Herculanense Museum; i reperti sono oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Dove: Reggia di Portici, Via Università 100, 80055 Portici (NA)

Opere e documenti

La Reggia di Portici dal lato del mare, con il Vesuvio alle spalle, dipinto anonimo di fine Settecento: la sede dell'Herculanense Museum. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.
La Reggia di Portici dal lato del mare, con il Vesuvio alle spalle, dipinto anonimo di fine Settecento: la sede dell’Herculanense Museum. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.
Candelabro in bronzo da Ercolano, I secolo a.C. – I secolo d.C., Museo Archeologico Nazionale di Napoli: uno dei candelabri che Goethe vide a Portici. Foto Carlo Raso. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.
Candelabro in bronzo da Ercolano, I secolo a.C. – I secolo d.C., Museo Archeologico Nazionale di Napoli: uno dei candelabri che Goethe vide a Portici. Foto Carlo Raso. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.

Ricostruzione AI

Il museo ercolanese di Portici, 18 marzo 1787: il secchio il cui bordo si alza a formare il manico, lucerne con maschere, candelabri. Qui era vietato disegnare. Ricostruzione AI (SPUN, 2026).
Il museo ercolanese di Portici, 18 marzo 1787: il secchio il cui bordo si alza a formare il manico, lucerne con maschere, candelabri. Qui era vietato disegnare. Ricostruzione AI (SPUN, 2026).

Fonti

J.W. Goethe, Italienische Reise, testo originale tedesco (pubblico dominio).

Traduzione di Eugenio Zaniboni (J.W. Goethe, Viaggio in Italia, Firenze, Sansoni, 1924; pubblico dominio).

  • Luogo
  • Establishment Date
    1787-03-18
  • Address
    Reggia di Portici, Via Università 100, 80055 Portici (NA)
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